Cronaca

Mille studenti in corteo contro la legge di stabilità e i disagi a scuola

Anche a Chieti come nel resto d'Italia ragazzi delle superiori e qualche universitario hanno protestato contro le esigue risorse concesse all'istruzione pubblica. Nei prossimi giorni prepareranno un documento da consegnare agli enti con i problemi più urgenti degli istituti scolastici

Gli studenti teatini non hanno mancato l’appuntamento della mobilitazione nazionale studentesca, che oggi (venerdì 15 novembre) ha animato tutte le piazze italiane.

Ragazzi delle superiori e universitari a due giorni dalla giornata internazionale dello studente (che ricorre il 17 novembre) si sono radunati per protestare contro la legge di stabilità, che non concede fondi sufficienti alla scuola pubblica e costringe milioni di giovanissimi ad entrare ogni giorno in edifici poco sicuri, dove non ci sono soldi neppure per la carta igienica.

Nel capoluogo teatino un migliaio di studenti s’è radunato alle 9.30 in piazza Garibaldi, snodandosi fra striscioni e slogan in un percorso un po’ diverso da quello seguito tradizionalmente dai cortei di protesta studentesca. Il migliaio ha marciato lungo via Arniense, via Asinio Herio, via Pianell e via Vernia.

Ma la protesta dei teatini, assicurano i rappresentanti d’istituto di tutte le scuole, riunitisi per coordinare la manifestazione, non si limita ad essere una voce nel coro di tutta Italia. L’intenzione comune è di stilare nei prossimi giorni due documenti da presentare alla Provincia e all’ufficio scolastico provinciale per elencare i disagi che quotidianamente patiscono gli studenti della città.

Dalle infiltrazioni d’acqua nel soffitto agli allagamenti in aula, come accaduto allo scientifico Masci e all’istituto tecnico Galiani nei giorni scorsi a causa del maltempo, all’amianto in palestra, sempre alla ragioneria. E ancora la mancanza di spazi idonei per le assemblee di istituto, un problema vivo da decenni al liceo classico Vico, fino al campetto interno al De Sterlich crollato per il peso della neve quasi due anni fa e mai ripristinato. Ma non se la passano meglio gli altri edifici scolastici cittadini, poco sicuri e confortevoli per chi ci vive ogni giorno.

Problemi confermati pochi giorni fa dallo stesso presidente della Provincia, che ha ammesso di non avere risorse adeguate neppure ad avviare i riscaldamenti nelle 47 scuole di proprietà dell’ente, a causa del taglio da 7 milioni e 700mila euro dal Governo. 

Quanto a carenza di strutture, questo pomeriggio gli studenti della D'Annunzio hanno organizzato un sit in di protesta di fronte alla casa dello studente incompiuta di Pescara. Uno spreco che si aggiunge al fatto che in questo anno accademico solo 43 studenti abruzzesi su 100 percepiranno una borsa di studio per merito e reddito.

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