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Detenuti in sciopero della fame al carcere di Chieti: in una lettera le loro richieste

Vogliono sentire i familiari con videochiamate o telefonate più frequenti e chiedono misure alternative per chi deve scontare una pena minima

Dopo la protesta di ieri, immediatamente rientrata, cresce il malcontento nel carcere teatino di Madonna del Freddo. Mentre in altre regioni italiane, da ieri, la situazione è degenerata, a Chieti, i detenuti si dicono pronti a iniziare, già da questa sera, lo sciopero della fame. 

In una lettera, i reclusi del carcere di Chieti rivendicano le proprie ragioni e annunciano che da oggi i detenuti lavoratori si asterranno dalle attività, tutti i detenuti non faranno la spesa, tutte le spese saranno distrutte e ogni sera, a partire da oggi, dalle 20 alle 21, faranno la "battitura", finché le loro richieste non saranno soddisfatte. Una forma di protesta rumorosa, perché per farsi sentire sbatteranno oggetti sulle inferriate delle celle.

Ecco, così come indicate nella lettera, quali sono le richieste dei detenuti:

  • Tutti i detenuti sotto i termini devono essere mandati immediatamente nelle misure alternative che spettano per legge
  • Immediata chiusura sintesi comportamentale
  • Fornitura di mezzi adeguati per sopperire alla sospensione dei colloqui con i familiari (Skype, telefonate giornaliere 7 a settimana)
  • Fornitura di acqua potabile
  • Chiusura di tutti gli agenti e addetti ai lavori interni al penitenziario per tutta la durata della chiusura dei colloqui, in subordine accesso ai familiari alle stesse condizioni degli agenti penitenziari (con mascherina e controlli medici)
  • Per i detenuti senza contratto fare un'autocertificazione per le chiamate
  • No ritorsioni per i lavoranti che partecipano allo sciopero e protestanti leader
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