rotate-mobile
Cronaca

Figlio nato tetraplegico, papà si incatena in ospedale: "Non ho soldi per curarlo"

Il signor Sandro chiede giustizia per il figlio Samuele, nato tetraplegico nel 1997. La Asl è stata condannata a versare un risarcimento di 4 milioni di euro

"Presidente Napolitano aiuto! La Asl ha regalato a mio figlio l'invalidità totale e non paga i suoi debiti anche se condannata dai giudici. Io non ho più soldi per curarlo!". Con la sua storia addosso questa mattina Sandro Diodato si è incatenato davanti al policlinico di Colle dell'Ara per chiedere giustizia.

Suo figlio Samuele, nato nel 1997 a Chieti, è tetraplegico dalla nascita per problemi avuti al momento del parto, spiega il signor Diodato. Tre anni fa una sentenza del tribunale di Chieti stabiliva il risarcimento alla famiglia quantificato in circa 4 milioni di euro. Quei soldi non sono mai arrivati ai Diodato che ora chiedono giustizia.

"Se riuscisse a vedere quei soldi Samuele potrebbe curarsi in America e riuscire a camminare" spiega il padre con una catena al piede davanti all'ingresso del SS. Annunziata, tra la solidarietà dei presenti.

In tarda mattinata assieme al suo legale è stato finalmente ricevuto dai vertici della Asl che hanno tentato di rassicurarlo impegnandosi affinchè la situazione si sblocchi. Secondo gli accordi presi, la Asl verserà un anticipo di circa 300mila euro in attesa della sentenza della corte di appello, prevista a primavera.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Figlio nato tetraplegico, papà si incatena in ospedale: "Non ho soldi per curarlo"

ChietiToday è in caricamento