Cronaca Centro Storico / Via Asinio Herio

Via Herio, residenti contro il terminal: "Siamo schiavi degli autobus"

Cresciuto a dismisura il terminal bus, a pochi passi da piazza San Giustino. Gli autobus sono sempre in moto e nessuno rispetta l'ordinanza

Autobus a farsi largo tra la gente, manovre azzardate, auto in sosta vietata e tanto tanto smog. Il Far West comincia di buonora sotto gli occhi e le finestre dei residenti di via Arcivescovado che si affacciano su via Asinio Herio. Qui è cresciuto a dismisura negli anni quello che è oggi a tutti gli effetti un terminal bus, a pochi passi dalla cattedrale di San Giustino.

Dai tre condomini interessati ci raccontano una convivenza poco salutare con i mezzi pubblici: l’inquinamento atmosferico e acustico impedisce alle famiglie di aprire liberamente la finestra o stendere il bucato e quando un autobus si mette in moto i palazzi vibrano.

Una situazione che va avanti da vent’anni, ma di recente è divenuta insostenibile. Perché all’aumento di utenti, corse e traffico nel tempo non è corrisposta un’adeguata organizzazione  della viabilità. I cittadini hanno provato più volte ad alzare la voce e a organizzare proteste.

Un passo c’è stato, a novembre scorso, quando il Comune di Chieti ha emesso un’ordinanza, che tra l’altro recita quanto già previsto dal codice della strada, e cioè che durante la sosta gli autisti sono obbligati a spegnere i motori. Nessuno lo fa. Dal comando di polizia municipale,  consapevoli di ciò, hanno provveduto a inviare due volte la stessa ordinanza  (la numero 147 del 30 ottobre 2012) a tutte le società di trasporto pubblico locali. “Ma quando siamo andati a controllare tutti rispettavano il divieto” spiega la comandante Di Giovanni, che adesso promette controlli serrati e sanzioni.

“Siamo schiavi degli autisti e stufi di questa situazione” lamentano intanto i residenti di via Arcivescovado. Dopo varie petizioni non andate a buon fine, adesso si pensa alla costituzione di un comitato. Si invoca il diritto alla salute. “Questo parcheggio è incivile – tuonano – non ne possiamo più. Nei prossimi giorni andremo alla motorizzazione civile per capire chi ha autorizzato tutto questo”.

I cittadini chiedono al sindaco di far rispettare l’ordinanza che vieta di tenere i motori accesi e di spostare il terminal in largo Cavallerizza, dietro al tribunale: un’ipotesi che non convince l’amministrazione poiché in questo modo diminuirebbero sensibilmente i parcheggi.

E allora la soluzione più ovvia è trasferire il capolinea al terminal di via Gran Sasso, più adatto coi suoi spazi ad accogliere i pendolari in attesa, i mezzi in sosta e a tenere gli scarichi lontano dai balconi. Forse sarebbe possibile se la scala mobile funzionasse tutti i giorni dell’anno.

I residenti intendono andare avanti e dicono di voler contattare Striscia la Notizia o Le Iene, tra l’altro già salite sul colle in passato, e sempre per “questioni di trasporto pubblico”.

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