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Un comizio del Pd nella chiesa dei funerali delle vittime di Rigopiano, ma D'Alfonso schiva la protesta dei familiari

Il governatore candidato al Senato ha rispettato tutti gli appuntamenti elettorali di ieri, mancando proprio quello di Atri, dove il comitato lo attendeva per protestare contro la scelta del luogo

Hanno aspettato, invano, che il governatore Luciano D'Alfonso arrivasse per l'ennesimo comizio elettorale della giornata, in programma ad Atri, all'auditorium Sant'Agostino, accanto alla chiesa che, poco più di un anno fa, ha ospitato il funerale di tre delle 29 vittime dell'hotel Rigopiano. I parenti delle vittime volevano protestare contro la scelta proprio di quel luogo da parte del presidente della Regione, che ritengono tra i responsabili per l'assenza di interventi per portare via gli ospiti dell'hotel il 18 gennaio dell'anno scorso. 

Ma D'Alfonso, probabilmente allertato da qualcuno del suo staff, ad Atri non si è mai presentato. Il candidato al Senato della Repubblica ha rispettato gli appuntamenti di Silvi, all'hotel Hermitage, e di Pineto, a Villa Filiani, in programma prima. Ma ha mancato quello organizzato dal circolo Pd di Atri, andando direttamente a Notaresco, come testimoniano i post pubblicati sul suo profilo Facebook, costantemente aggiornato con gli appuntamenti di giornata e le sue riflessioni. 

Video: I familiari delle vittime di Rigopiano aspettano D'Alfonso, che non si presenta

Ad Atri è rimasta la rabbia sempre più forte dei familiari delle vittime della valanga, che hanno aspettato a lungo con la foto dei propri cari in mano, in cerca di risposte e indignati per la scelta del luogo del comizio. "Hanno detto 'Ci sono quelli di Rigopiano' - si sfoga Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti, che a Farindola ha perso la moglie - e il signor D'Alfonso non è venuto". 

"Si permettono di fare il comizio in questa chiesa, dove l'anno scorso ci sono stati tre funerali", incalza. Tutti gli atriani, un anno fa, si fermarono per l'ultimo saluto a Cecilia Martella, dipendente dell'hotel Rigopiano, Claudio Baldini e Sara Angelozzi, celebrato proprio nella chiesa di Sant'Agostino. 

"D'Alfonso ci deve dare spiegazioni: perché quel 18 gennaio non ci sono venuti a salvare? Perché ci hanno lasciato morire come topi?", tuona Matrone "Che cosa vogliono promettere in questi comizi? Il 17 gennaio ci dovevano promettere, il 18 mattina. Invece no: abbiamo aspettato la morte, sequestrati, senza una via di fuga, dopo che ci hanno scortati per arrivare fin là". 

Gianluca Tanda, presidente del comitato Vittime di Rigopiano, spiega: "Siamo venuti qua per dire 'Vai da un'altra parte a fare i tuoi comizi, per noi quel posto è sacro". E spiega poi che i familiari non ce l'hanno con un partito in particolare, ma "con chi ha ucciso 29 persone" e vogliono "soltanto la verità".

Dopo la protesta, alcuni dei familiari hanno chiesto spiegazioni al governatore sulla sua pagina Facebook, commentando i post in cui raccontava gli altri appuntamenti elettorali. Ma il presidente della Regione, sempre molto attivo sul social, non ha risposto alle domande sul perché non abbia voluto incontrare il comitato che lo aspettava ad Atri.

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