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No alla legge Fornero: anche a Chieti la manifestazione unitaria dei sindacati

In tutta Italia chiedono flessibilità in uscita, in base ai requisiti pre legge Fornero, sblocco del turn over, quota donne, che al momento sono la categoria maggiormente penalizzata dalla riforma, una soluzione per gli esodati"

Ha toccato anche Chieti la protesta contro la legge Fornero che da qualche giorno sta animando tutto lo Stivale. Una manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, per dire no alla riforma delle pensioni che prolunga l'età lavorativa e impedisce così il turn over. Nella sola provincia di Chieti sono oltre 400 i cosiddetti esodati, ossia coloro che, prevedendo di terminare l'attività lavorativa in anticipo, proprio a causa della riforma si sono ritrovati all'improvviso senza lavoro, senza pensione e senza ammortizzatori sociali. E questa mattina (venerdì 8 ottobre) un nutrito gruppo si è riunito davanti alla prefettura, il giorno dopo una manifestazione simile a Pescara, che la prossima settimana si terrà anche a Teramo e L'Aquila. Nel corso della mattinata, una delegazione di sindacalisti ha incontrato il prefetto Antonio Corona per spiegare i motivi della protesta.

"Chiediamo - spiega Germano Di Laudo, segretario Cgil Chieti - il cambiamento della legge Fornero, che ha stravolto la possibilità di uscita e gli anni per arrivare alla pensione. In provincia di Chieti sono centinaia gli esodati, ma così si blocca il turn over. Se un tempo, nelle situazioni di crisi, il vecchio usciva per far entrare il giovane lavoratore, oggi accade il contrario". 

Precise e condivise le richieste delle tre sigle sindacali: flessibilità in uscita, in base ai requisiti pre legge Fornero, sblocco del turn over, quota donne, che al momento sono la categoria maggiormente penalizzata dalla riforma, una soluzione per gli esodati". 

Le manifestazioni di questi giorni, assicurano i sindacati, sono solo l'inizio di una battagllia che potrebbe continuare in futuro con ulteriori iniziative di protesta.

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