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Dopo il sit in di protesa, Casapound e gli ultras fanno pace con il sindaco

"Protestiamo - spiegano il promotore Stefano Fagnano e il coordinatore Casapound Francesco Lapenna - contro il lassismo dell'amministrazione, perché questa città è stata completamente scippata e derubata. Sappiamo che non tutto è responsabilità del sindaco, ma sembra che lui abbia altri obiettivi"

Casapound e 89 Mai Domi protestano contro il sindaco in corso Marrucino, sotto il palazzo della Provincia in cui si tiene il consiglio comunale. Poi, dopo la fine della seduta, riescono a incontrare Umberto Di Primio e "fanno pace". Il sit in di questa mattina (lunedì 12 dicembre) segue di qualche giorno uno striscione contro l'amministrazione, comparso davanti alla sede del Comune. 

"Protestiamo - spiegano il promotore Stefano Fagnano e il coordinatore cittadino di Casapound Francesco Lapenna - contro il lassismo dell'amministrazione, perché questa città è stata completamente scippata e derubata. Sappiamo che non tutto è responsabilità del sindaco, ma sembra che lui abbia altri obiettivi". 

La protesta, a cui si sono uniti alcuni liberi cittadini, è nata dall'idea di Fagnano di "unire due parti della città accomunate dalla passione per Chieti. A noi non sta più bene che manchi l'intervento dell'amministrazione: il sindaco ha il dovere di chiarire la sua posizione e perché non sta intervenendo. Siamo qui per far capire che una parte di Chieti si è stancata e non riesce ad essere indifferente a ciò che sta accadendo". In un documento intitolato "A difesa della teatinità", c'è l'elenco di tutto ciò che, negli ultimi anni, ha chiuso i battenti in città o è stato trasferito altrove: dall'ospedale militare, alla Banca d'Italia, dalle redazioni dei giornali, alla fusione delle associazioni di categoria con quelle pescaresi. 

Dopo il consiglio, alcuni manifestanti sono riusciti a parlare con il sindaco, trattenendosi per oltre un'ora nel suo ufficio. "Siamo soddisfatti, ha chiarito molti punti e ci ha detto anche cose di cui non eravamo a conoscenza - hanno poi spiegato - come il fatto che sta chiamando da tempo il presidente del Chieti, ma lui non gli risponde. Resteremo in contatto: lui ci ha promesso che ci terrà aggiornati sulle sue azioni per la città, mentre noi ci stiamo organizzando per radunarci in un comitato che porti avanti le istanze della città".

Il sindaco, dal canto suo, ha commentato dopo l'incontro: "Questa delegazione può essere considerata ‘una sentinella’ dei sentimenti più vivi della città, non posso quindi che accogliere sempre con favore le richieste che mi invia. Come assicurato, continuerò ad incontrare la delegazione, a tenere un costante dialogo e ad aggiornarla sulle attività riguardanti Chieti in modo che anche essa possa contribuire alla discussione".

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