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Cronaca Guardiagrele

Chiedono con insistenza spiegazioni prima del vaccino covid, prosciolti dall'accusa di interruzione di pubblico servizio

Il giudice rimanda gli atti al pubblico ministero per valutare la posizione del medico e dei suoi collaboratori dell'hub vaccinale di Guardiagrele che dopo aver chiamato i carabinieri denunciarono i due utenti

Pietro Ferrante e il suo amico che aveva accompagnato nel centro vaccinale di Guardiagrele, sono stati prosciolti dall'accusa di interruzione di servizio pubblico.
È stata infatti respinta la richiesta di condanna avanzata dal procuratore della Repubblica di Chieti (4 mesi di reclusione sostituiti con l’equivalente pena pecuniaria di 9mila euro per ciascun indagato).

Dunque chiedere informazioni in merito alla somministrazione del cosiddetto “vaccino anti-Covid-19” non integra alcun reato, né tanto meno per la condotta consistita nella prolungata presenza dei due utenti nell’ufficio del medico (circa 50 minuti), in quanto tale attesa era determinata proprio dai numerosi e reiterati rifiuti del medico vaccinatore stesso, che era preposto semmai ad agevolare il consenso informato degli utenti in merito alla somministrazione dei farmaci, giammai a negare spiegazioni del caso.

Quindi non luogo a procedere nei confronti dei due utenti del centro di vaccinazione che era stato allestito all’interno dell’ospedale civile di Guardiagrele, denunciati per interruzione di pubblico servizio dal personale sanitario in servizio nel centro: un medico vaccinatore e due collaboratori amministrativo e sanitario. La sentenza ribalta la ricostruzione iniziale che vedeva indagato Pietro Ferrante, ribadisce la censura nei confronti del comportamento del personale sanitario, soprattutto per i reiterati rifiuti a fornire spiegazioni, e ha pertanto ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero per la valutazione della condotta del medico vaccinatore e dei suoi collaboratori, che in sede di consulenza medica anziché fornire le dovute spiegazioni chiamarono i carabinieri per allontanare gli utenti arrivando a presentare denuncia nei loro confronti, semplicemente perché avevano chiesto spiegazioni. Pietro Ferrante, che è stato assistito dall’avvocato Marino Marini del foro di Roma, dice: «Sono numerosissime oramai le sentenze che stabiliscono come l’esitazione vaccinale sia legittimata dalla tutela del fondamentale diritto alla salute, articolo 32 della Costituzione. Abbiamo sempre conservato fiducia e rispetto nelle istituzioni e specialmente nella magistratura».

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