Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Sanità, Carbone (Fli): "La Asl deve puntare sulla medicina di base"

Pronto Soccorso teatino subissato dalle richieste. Per Alessandro Carbone di Futuro e Libertà la soluzione è nella realizzazione di strutture territoriali che raggruppino un consistente numero di medici di base, infermieri e strumenti di diagnosi

Il pronto soccorso del SS. Annunziata a Chieti è subissato di richieste. Gli utenti arrivano non solo dal territorio di competenza, ma ultimamente vi è un gran numero di accessi provenienti da Pescara, Montesilvano e Pianella, (la Asl di Pescara pesa un terzo del totale degli accessi al pronto soccorso teatino).

Per far fronte a questa situazione, Alessandro Carbone di Futuro e Libertà suggerisce di potenziare la medicina del territorio, a suo parere un filtro fondamentale per i ricoveri impropri.

"Mai come in questo momento si è toccato un livello così basso di attenzione nei riguardi dell’assistenza sul territorio, ossia sui medici di medicina generale e i distretti sanitari - dice Carbone-  Nel futuro bisognerà attivare strutture di cura complesse che mettano insieme i nuclei di cura primaria con gli specialisti e sarà sempre più necessario creare in una stessa struttura anche la consulenza specialistica che necessita di strumentazione semplice ma in grado di evitare che pazienti cronici facciano sempre capo all’ospedale".

Sbagliati per Carbone gli investimenti. "Non si è realizzato un sistema di punti di primo soccorso con la conversione dei piccoli ospedali periferici, ma spesso prossimi o ben collegati ai grandi ospedali; gli ospedali di comunità sono esperienze limitate e non in crescita; le connessioni fra la rete informatica dei servizi territoriali e gli ospedali (ad esempio la trasmissione delle immagini radiologiche) è collocata come l’ultima delle priorità rispetto alle connessioni interospedaliere".

La soluzione individuata da Carbone, quindi, risiede nella realizzazione di strutture territoriali che raggruppino un consistente numero di medici di base e che nel contempo siano dotate di una presenza infermieristica e in grado di effettuare alcuni esami, siano equipaggiate di strutture diagnostiche, siano connesse con l’ospedale al fine di trasmettere immagini, ecg e avere una refertazione e una consulenza.

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