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Il progetto del nuovo cimitero

Il progetto del nuovo cimitero

Per gli impresari funebri il nuovo cimitero crea "un danno erariale e morale"

Parole durissime del segretario Rullo, che richiama il Comune alle sue responsabilità di dover fornire un posto per la sepoltura e accusa di non voler risolvere l'emergenza

"Il ricorso alla finanza di progetto per opere pubbliche socialmente e culturalmente rilevanti come i cimiteri sancisce il ‘fallimento’ irreversibile di un’amministrazione pubblica”. Così Paolo Rullo, segretario Anifa (Associazione nazionale imprese funebri artigiane) taccia il project financing per il nuovo cimitero di Santa Filomena, un’opera da 20 milioni, di cui pochi giorni fa è stato approvato il progetto definitivo.

“A questo punto - incalza - se le amministrazioni comunali non sono più capaci neanche di costruire e gestire dei semplici cimiteri allora è il tempo che si torni al passato dove i cittadini autonomamente si organizzano per la sepoltura dei loro cari senza essere ostaggio per legge di monopoli privati”. E parla addirittura di danno erariale, oltre a quello morale, frutto del “combinato disposto di una crisi economica ormai cronica e il comportamento infedele delle amministrazioni comunali sta distruggendo culture ed usanze secolari”.

Per Rullo, infatti, la finanza di progetto implica la partecipazione di privati non solo nella realizzazione della struttura, ma anche nella gestione. Eppure, fa notare, tra gli obblighi dei Comuni c’è anche quello di “dotare le città di luoghi idonei per la sepoltura”, attraverso la costruzione di un cimitero, o consorziandosi con altri enti.  

“Questa attività - dichiara Rullo - se sapientemente programmata può realizzarsi in autofinanziamento e inoltre garantire sostanziosi utili per le casse comunali. L’attività economica è praticamente a rischio zero, è possibile prevedere con elevata precisione il numero dei decessi annuali e quindi il numero di loculi necessari a soddisfare il fabbisogno”. 

Ed è qui che il segretario Anifa accusa il Comune di atti ben precisi, volti a “sabotare l’attività di autofinanziamento del progetto”. Ossia, far mancare i loculi disponibili, creando una situazione di emergenza, rimanendo “colpevolmente immobile, aspettando che i loculi finiscano e poi improvvisamente svegliandosi già con un progetto in mano per risolvere l’emergenza”. 

Parole durissime, che proseguono con l’accusa di aver eretto “un muro di cinismo tra l’amministrazione comunale ed i suoi cittadini più sensibili, ovvero le famiglie dolenti. I reali finanziatori dell’opera sono proprio le famiglie dolenti, agnelli sacrificali sull’altare del cinismo amministrativo e della bramosia di denaro senza vergogna”.

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