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Contro la violenza di genere si attiva il progetto Sibilla, per garantire la migliore assistenza alle donne maltrattate

Finanziato dal dipartimento delle Pari Opportunità per 206mila euro, permetterà al centro gestito dalla cooperativa Alpha di implementare i servizi di accoglienza e sensibilizzazione contro la violenza

Cresce il numero delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza per uscire dalla spirale della violenza di genere. Allo stesso tempo, però, la statistica dice che è un fenomeno tanto oscuro riguarda tutte le classi sociali, le fasce di età, le nazionalità. E i centri specializzati, che possono godere di risorse pubbliche sempre più risicate, si impegnano per arginare il fenomeno della violenza a trecentosessanta gradi. 

A Chieti un ruolo importantissimo a riguardo è svolto dalla cooperativa Alpha, che gestisce il consultorio e il centro antiviolanza di via Spaventa, e anche una casa rifugio per donne maltrattate, in cui vengono ospitati i casi più gravi, ossia quelli in cui mogli e figli siano a rischio di vita. Insieme ai centri antiviolenza di Pescara, Vasto e Sulmona, con la partecipazione dei Comuni, la cooperativa Alpha ha aderito al progetto Sibilla (Sistema di azioni integrate per il potenziamento dei centri antiviolenza in Abruzzo), finanziato dal ministero delle Pari Opportunità per 206mila euro. Prevede il potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno alle vittime di violenza, la promozione dell’orientamento lavorativo, l’individuazione di misure a supporto dei servizi educativi per i minori vittime di violenza assistita. Inoltre, è prevista anche una sensibilizzazione tra i ragazzi, a cominciare dai giovanissimi: è dai bambini, infatti, che deve partire la consapevolezza che la violenza non è mai un metodo relazionale corretto. 

A Chieti esiste già una rete di enti locali, istituzioni e associazioni. Ma Sibilla consentirà di fare ancora di più, prevedendo anche un percorso con l’uomo maltrattante e uno per il reinserimento lavorativo delle donne. Molte delle donne maltrattate prese in carico dai centri antiviolenza, infatti, non hanno un’indipendenza economica. Fattore che, spesso, incide notevolmente sul ritardo con cui riescono non tanto a prendere consapevolezza della violenza che subiscono, quanto a decidersi a chiedere aiuto. 

Nel corso dell’anno 2016, sono state 157 le donne che si sono rivolte al centro antiviolenza Alpha e 93 sono state prese in carico. Il 61% appartiene alla fascia di età compresa tra i 30 ed i 49 anni. Segue, con il 23%, la fascia di età tra i 50 e i 59 anni.  Il 73% delle vittime è costituito da italiane, come è italiano, nel 91% dei casi, l’autore della violenza (65% il marito; 31% il compagno; 4% l’ex marito o un familiare).  

Quanto al tipo di violenza perpetrata, nel 26% dei casi si tratta di violenze di tipo psicologico, percentuale di poco superiore alla violenza fisica (24%), alla violenza economica (17%), allo stalking (22%) e alla violenza sessuale (11%). 

Le tipologie di maltrattamento riscontrate con più frequenza sono quelle relative alla violenza psicologica, fisica ed economica, mentre quelle sessuali sono per lo più dovute a rapporti non consenzienti. Nel corso degli anni, inoltre, si è verificato un progressivo aumento dei casi di stalking. Tra le donne che hanno trovato la forza di uscire da questa spirale di violenza, sono molte coloro che presentano notevoli difficoltà nell'avviare un nuovo percorso di vita. 

Tutte le donne che hanno bisogno di aiuto possono contattare gratuitamente il numero verde 800432500 da fissi e cellulari e il numero 1522 che corrisponde al numero nazionale Antiviolenza Donna, attivo h24 tutto l’anno multilingue, nonché il numero del centro antiviolenza Alpha 0871 562858.

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