Detenuti al lavoro: il reinserimento sociale parte da Madonna del Freddo

A Chieti detenuti ed ex detenuti al lavoro col progetto PE.TRA finanziato dalla Regione Abruzzo: corsi di informatica, sportello lavoro e work experience di un anno per i più meritevoli

aule del carcere aperte ai giornalisti durante la conferenza di presentazione

Per chi lavora coi detenuti non c’è soddisfazione più grande che vedere i loro progressi, il loro riaffacciarsi pian piano a quelle opportunità che una società civile non dovrebbe precludere ad alcuno. Con questa convinzione nel carcere di Chieti è stato possibile far partire da settembre il maxi progetto per l’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti.

Un programma di inclusione sociale interamente finanziato dalla regione Abruzzo, che ha elargito quasi 200 mila euro per permettere a dieci di loro di seguire un corso di informatica e comunicazione e ad altri sette (tra detenuti ed ex detenuti) di andare a  lavorare per un anno presso enti e  aziende della zona, usufruendo anche di un eventuale contributo per le spese di alloggio.

Un progetto multiasse che vede partecipi nell’organizzazione delle attività lo stesso istituto penitenziario di Chieti, diretto dalla dottoressa Giuseppina Ruggero, il suo personale amministrativo col corpo di polizia e l’Associazione temporanea di  scopo(Ats) della quale fanno parte l’Ente di Formazione e Consulenza Focus (capofila), l’associazione di volontariato Voci di dentro che da anni opera dentro e fuori le carceri di Chieti, Lanciano, Vasto e Pescara per il recupero e il reinserimento dei detenuti, l’associazione Smile Abruzzo, Radar Interinale, la Cna Abruzzo, il Comune di Chieti e l’Ente d’Ambito Foro-Alento. “Un insieme di forze pubbliche e private – ha spiegato in conferenza stampa dall’aula del carcere dove si tengono i corsi Fiammetta Trisi, dirigente del P.R.A.P. – nei prossimi mesi avvieremo l’erogazione dei servizi di orientamento al lavoro per tutta la popolazione penitenziaria e le work experience di un anno”.

I corsi si svolgono tutti i giorni per tre ore all’interno della casa circondariale a Madonna del Freddo con l’ausilio di nove docenti della Onlus Voci di Dentro. “Con loro – spiega il presidente Francesco Lo Piccolo -  i carcerati apprendono l’uso del computer, in particolare del pacchetto office e dei principali programmi di grafica per poter realizzare la stessa rivista Voci di dentro, giunta ormai al 17° numero. Al termine delle 400 ore di corso, a maggio, è previsto l’esame finale per il conseguimento della qualifica di grafico impaginatore”.

Un progetto che, forte anche delle esperienze passate (Voci di dentro in passato ha inserito in fabbrica un detenuto e un altro in articolo 21 in un’attività commerciale, ora ex detenuti) vuole cambiare il modo di vedere e di vedersi del detenuto. “Spesso si tende a confondere il lavoro dato ai detenuti con la beneficenza – sottolinea il magistrato di sorveglianza Maria Rosaria Parruti – invece ciò che vogliamo è che la mansione offerta a queste categorie sia interessante soprattutto per l’imprenditore. Siamo soddisfatti perché il percorso  di formazione in atto nella casa circondariale di Chieti è parte integrante del trattamento e punta con forza alla necessità di accompagnare il detenuto all’interno di un programma di adattamento completo fatto di lavoro ma allo stesso tempo di aiuto alla comprensione del sé da parte di persone che hanno avuto un percorso un po’ più difficile”.

E la luce negli occhi dei partecipanti al progetto, selezionati come si farebbe in un normale corso all’esterno, dopo un colloquio motivazionale “e nel caso specifico, anche in base alla durata della pena” aggiunge la dottoressa Ruggero, è una garanzia per il futuro. Vincenzo ha più di 20 anni, deve scontarne altri 4 di pena ed è riuscito a prendere la licenza media “Prima non sapevo fare nulla” ammette candidamente mentre si prepara alla prossima lezione al computer.

“Il nostro percorso vuole superare il carcere – concludono i volontari della Onlus - trasformarlo in un’occasione di recupero della persona per una società migliore. Ed è questa la vera unica sicurezza”.

 

 

 

 

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