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Processo Sasi, chiesti più di 25 milioni di risarcimento

Il processo per i 12 depuratori sequestrati il 28 aprile 2015 in sette comuni aderenti all'ente gestore idrico e fognario

Il ministero dell'Ambiente ha chiesto alla Sasi di Lanciano 25 milioni e 600 mila euro di risarcimento danni per la vicenda dei 12 depuratori sequestrati il 28 aprile dell’anno scorso in sette comuni aderenti all'ente gestore idrico e fognario.

Davanti al giudice Andrea Belli è iniziato ieri il processo che vede imputati  di reato ambientale il presidente Sasi Domenico Scutti e Alfiero Marcotullio amministratore della società Ecoesse che aveva l'appalto per controllare gli impianti di Atessa, Bomba, Quadri. 

I sistemi di depurazione hanno riguardato al sequestro anche di impianti a Lanciano Treglio Santa Maria Imbaro, e Rocca San Giovanni. Al processo sono parti offese i comuni di Lanciano, Quadri, Rocca San Giovanni, Treglio, Atessa e Civitaluparella. In merito ai danni chiesti dal ministero l'Avvocatura dello Stato ha precisato che 12,8 milioni di euro sono per i danni patrimoniali e altri 12,8 per l'immagine.

Il procuratore Menditto ha riferito in aula che i suoi esperti, i periti chimici napoletani Moscariello e Di Martino, stanno verificando se il cronoprogramma Sasi per rimettere a norma i depuratori, anche con nuovi impianti, sono in linea con le norme. I periti saranno sentiti il 22 settembre. 


 

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