Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Screening mammografico: oltre 1000 firme per il rispristino

Il comitato regionale "Se non ora quando?" ha promosso una campagna di raccolta firme per chiedere con urgenza la riattivazione del Programma di prevenzione del tumore al seno, interrotto nel 2009

I comitati “Se non ora quando?” di Chieti, Pescara, L’ Aquila e Teramo hanno promosso una campagna di raccolta firme per chiedere con urgenza la riattivazione del Programma “Seno Sano”, un servizio regionale rivolto alle donne dai 50 ai 70 anni, che per dieci anni ha permesso di diagnosticare precocemente i tumori al seno e fare prevenzione.

Il servizio è però stato interrotto nel 2009, mettendo così a rischio la salute delle donne abruzzesi: la diagnosi precoce è lo strumento più efficace per contrastare e curare con successo il tumore.

Lo ha ricordato questa mattina a Chieti anche Anna Rita Mastrangelo di "Se non ora quando?", nella conferenza stampa indetta dal Comitato. "Il progetto regionale 'SenoSano' aveva portato l'Abruzzo ad avere 42 mammografi diffusi sul territorio, dal '99 al 2009, arrivando a coinvolgere, già dal primo semestre del biennio 2008/2009, circa 45.000 donne con 18.000 mammografie effettuate per anno. In questi 10 anni sono stati diagnosticati 566 casi di tumore al seno - ha proseguito Mastrangelo - di cui 175 presentavano noduli inferiori al centimetro. Vogliamo sottolineare che lo screening mammografico è un diritto della donna sancito dal decreto Lea 29 Novembre 2001 e che una diagnosi precoce del tumore alla mammella significa avere salva la vita".

Il Commissario governativo, il dottor Redigolo, ha bloccato questo progetto nel mese di giugno 2009, tagliando i fondi che ne permettevano il finanziamento. L’onere di riorganizzare il servizio è stato affidato alle singole Asl. Durante il convegno dello scorso novembre sul tema, la dottoressa Marzia Muzi non ha saputo precisare la data di riattivazione del progetto per la Asl di Chieti: la sua speranza era quella di renderlo di nuovo attivo nei primi mesi del 2012, ma a tutt’oggi non è ancora partito.

In questi mesi "Se non ora quando?" a Chieti non ha smesso di raccogliere firme per questo diritto: lo ha fatto l'11 dicembre, in occasione della manifestazione nazionale del Comitato, durante i mercati rionali, nei negozi. In tutta la Regione si è arrivati a più di 1200 firme, queste sono state trasmesse in originale al Presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi, che adesso le donne chiedono di incontrare.

"Rammentiamo - hanno detto ancora dal Comitato  - che i tumori non diagnosticati in tempo comportano un aggravio della spesa pubblica sanitaria: ci chiediamo, pertanto, se davvero questa sospensione abbia portato dei benefici alle casse della Sanità Regionale Abruzzese, fermo restando che la vita umana non dovrebbe dipendere da calcoli economici. Se sono necessari dei tagli nella spesa pubblica ci chiediamo se sia  lecito farli a scapito del diritto alla salute".

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