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Volantinaggio della Usb per dire no ai tagli sul sociale: "Tutti al consiglio comunale"

I sindacalisti esprimono forti timori per il lavoro, oltre che per i servizi ai cittadini. Questa mattina, durante il presidio davanti alla farmacia comunale di Filippone, hanno distribuito circa 2mila volantini

Affollato presidio, questa mattina, davanti alla farmacia comunale di Filippone, organizzato dall’Unione sindacale di base, al grido “Chieti non si vende”. La manifestazione è stata organizzata per dire no ai tagli al sociale previsti dal bilancio previsionale stilato dalla giunta Di Primio e informare i cittadini su ciò che presto approderà per l’approvazione sui banchi del consiglio comunale. 

I sindacalisti dell’Usb hanno distribuito nel quartiere circa 2mila volantini, spiegando nel dettaglio le misure di contenimento della spesa previste dal bilancio e invitando a partecipare al consiglio comunale in cui verranno discusse, per dimostrare la propria contrarietà. In più, nella farmacia comunale di Filippone e in quelle di via Capestrano e del Tricalle è possibile firmare la petizione ideata dal comitato cittadino a tutela dei servizi pubblici all’infanzia e alla persona. 

Spiega Silvio Di Primio della Usb: 

Ribadiamo la nostra netta contrarietà a questi provvedimenti, sia dal punto di vista strettamente sindacale che dal punto di vista “sociale”, con le innumerevoli ricadute negative sulla popolazione e specie per le fasce più deboli (anziani, disabili, bambini, non autosufficienti ecc.)e con le famiglie che subiranno notevoli disagi.

Infatti dei circa 9 milioni di riduzione del Bilancio previsionale 2018, circa 3 milioni, fra minori uscite e ricavi da vendite, vengono dal settore sociale. Oltre 1 milione e 300 mila euro dalla vendita di una farmacia comunale, oltre 1 milione dalla cessione degli asili nido, oltre 300mila euro, a regime, dalla riduzione del 15% dei servizi sociali gestiti dall’Asm Chieti Solidale e inoltre dalla soppressione degli scuolabus e la trasformazione dell’Asm Chieti Solidale in una Srl a scopo di lucro.

Una misura così aspra che, contrariamente a quanto affermato dalla giunta comunale, non trova riscontro in alcun altro Comune d’Italia. La pessima gestione dei precedenti bilanci, il non aver saputo ricalibrare, nel corso degli anni, le spese e gli interventi in tutti i settori, la fallimentare gestione della Teateservizi, con piani industriali fasulli approvati dall'amministrazione comunale e mai applicati, senza alcun impulso a renderla pienamente operativa, il crescente spopolamento e “spoliamento” della Città sono alcune delle cause che stanno portando a queste drastiche misure nella speranza di sfuggire ai controlli competenti e riversare su una città allo stremo i costi di questi provvedimenti.

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