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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Adesione totale allo sciopero Thales, si chiede il piano industriale

Tutti i 108 dipendenti hanno incrociato le braccia, invocando rassicurazioni sul futuro dello stabilimento di Chieti, che secondo alcune voci sarà assorbito dal quartier generale di Sesto Fiorentino. E lanciano un appello alla politica: "La chiusura sarebbe un impoverimento di tutto il territorio"

Quattro ore di sciopero, dalle 8 alle 12, per chiedere un confronto e un piano industriale concreto, che rassicuri sul futuro dello stabilimento di Chieti. L’adesione, alla Thales, è stata totale: tutti e 108 i dipendenti hanno incrociato le braccia contro l’ipotesi di chiusura della sede teatina, che andrebbe ad accorparsi al quartier generale di Sesto Fiorentino.

L’ipotesi, per ora, è soltanto una voce incontrollata che il nuovo amministratore delegato Fabrizio Monsani non ha confermato, né smentito. Ma per le rsu che hanno indetto la protesta, quello che per l’azienda è un “gossip” infondato, è un’ipotesi più che verosimile. Specialmente perché la Thales ha avviato 9 procedure di mobilità, che vanno ad aggiungersi ai 30 esuberi degli ultimi due anni.

Un ridimensionamento che stride con il fatturato in crescita, considerato che le alte tecnologie per la difesa prodotte dal gruppo nella sede di Chieti finiscono al ministero italiano e, spesso, vengono usate anche all’estero, fino agli Emirati Arabi, ma anche in Europa. Tanto più che la sede di via Enrico Mattei, nella zona industriale dello Scalo, proprio di fronte alla Selex, è l’unica italiana di proprietà della Thales, che a Gorgonzola, Napoli, Roma e Sesto Fiorentini paga canoni di locazione.

Il primo capitolo della protesta, affiancato da Fiom Cgil e Uil, è stato pacifico. Ma i lavoratori si dicono pronti alla battaglia, prima di arrivare ad epiloghi ben più tragici, come accaduto poche centinaia di metri più in là, in ultimo alla Sixty, dove i piani di rilancio sono finiti con un nulla di fatto e oltre 300 mobilità.

I 108 della Thales ricordano ai vertici aziendali quanta professionalità e quanto impegno abbiano impiegato per portare l’azienda a livelli eccellenti. E alla politica locale rivolgono un appello: “Occupatevi di noi, perché la chiusura della sede di Chieti sarebbe un impoverimento per tutto il territorio”.

Presidio Thales / foto Rapposelli F.

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