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il presidio

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Presidio contro gli immigrati, Febo: "Di Primio xenofobo o alimenta la paura?"

Le reazioni dopo la protesta contro la trasformazione del San Giovanni Battista in un centro di accoglienza. Di Primio respinge le accuse: "Io difendo la mia città", CasaPound chiede al prefetto di rivedere la decisione

Dure parole del consigliere comunale e candidato sindaco del Pd Luigi Febo contro l'iniziativa di Umberto Di Primio, che ieri ha partecipato al presidio di CasaPound per scongiurare l'arrivo di un gruppo di profughi all'Istituto San Giovanni Battista in piazza Garibaldi.

LE ACCUSE DI XENOFOBIA “Partecipare al presidio di Casa Pound contro l’accoglienza di profughi vuol dire, checché ne dica il sindaco Di Primio, condividere il loro pensiero xenofobo- sostiene Febo - Ma la tentazione di cavalcare quest’onda di paura alimentata ad arte anche a fini elettoralistici, è troppo grande per lui".

E’ stato lo stesso Di Primio, come ha raccontato, a decidere di occupare l’ingresso dell’Istituto appena avuta la notizia del possibile arrivo, chiamando a raccolta militanti di CasaPound e altri sostenitori della sua lista.  "Una semplice telefonata di richiesta di ipotetica disponibilità inoltrata dal Prefetto su comunicazione del Ministero si è trasformata in un arrivo imminente - commenta ancora Febo - E’ lecito domandarsi se sia stato lo stesso Di Primio a organizzare il tutto. Come rappresentante delle Istituzioni il sindaco ha il dovere di partecipare ad altri tavoli di lavoro. Non dietro lo striscione di Casa Pound. Rispetto all’inadeguatezza della struttura Istituti riuniti San Giovanni Battista siamo tutti d’accordo ed già acclarato che non ospiterà profughi Chieti”.

DI PRIMIO DIFENDE LA CITTA' Ma Di Primio e i manifestanti hanno abbandonato il presidio solo quando hanno avuto la certezza che gli immigrati sarebbero stati mandati altrove. E oggi il primo cittadino ripete che non permetterà che le strutture pubbliche a Chieti si trasformino in centri di prima accoglienza. E alle accuse di xenofobia risponde: "Io difendo la mia città dagli immigrati e anche dagli asserviti, per diversi motivi, al presidente della Regione".

PREFETTO TORNI SULLE SUE DECISIONI Intanto CasaPound, parte attiva della protesta ieri, tramite il responsabile Chieti, Francesco Lapenna, invita il prefetto a tornare su una decisione presa senza consultare le istituzioni locali e contro la volontà dei cittadini. "Il 'San Giovanni Battista' - afferma - non possiede i mezzi necessari per garantire un adeguato servizio di accoglienza. Inoltre, la vicinanza della struttura ad un istituto elementare, è motivo di forte apprensione per i genitori dei piccoli studenti. Auspichiamo ora che il Prefetto, tenendo conto anche dell'opposizione delle autorità e della cittadinanza, ritorni sulle sue decisioni, nella speranza che anche le autorità nazionali, da cui il Prefetto dipende e che pianificano l'accoglienza a livello nazionale, preso atto della situazione disastrosa ed insostenibile che si sta delineando in tutta Italia, ripensino in maniera radicale l'intera politica migratoria".

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