Giovedì, 24 Giugno 2021

Asl, i precari in appalto tornano a manifestare al SS. Annunziata

Presidio di protesta all’esterno della direzione sanitaria Asl2 di Chieti

“La sanità pubblica in mano alle aziende e cooperative private. Chi comanda in ASL2?” Questa la domanda posta dal sindacato USB questa mattina nel corso del presidio di protesta all’esterno della direzione sanitaria Asl2 di Chieti – Lanciano – Vasto. Lo slogan che viene ripetuto è “non possiamo più aspettare. Il futuro è riciclare”  con l’attenzione rivolta alla condizione lavorativa di centinaia di lavoratori impiegati nei servizi appaltati da ASL2 Lanciano-Chieti-Vasto alle aziende esterne.

La maggior parte di loro ha contratti di lavoro da 11 o 14 ore, l’organizzazione del lavoro è pessima, i salari che percepiscono sono al di sotto della soglia di povertà, vengono comunicati i loro turni solo due giorni prima della fine del mese, impedendo di fatto qualsiasi possibilità di organizzarsi una vita serena con le proprie famiglie.

Eppure tutti i lavoratori delle ditte esterne hanno un ruolo fondamentale per il funzionamento della sanità pubblica svolgendo mansioni di supporto al personale ASL, ma avendo dei contratti che offrono loro minori tutele. Soprattutto i salari: più bassi del 30-40 % per cento rispetto ai loro colleghi con le stesse qualifiche.

Da mesi portiamo avanti questa vertenza cercando di coinvolgere la direzione generale di ASL2 che fino ad ora aveva colpevolmente sottovalutato il problema.
Solo grazie alla caparbietà e al coraggio dei lavoratori, sono venute a galla le condizioni dei precari in appalto della sanità.
La ASL, cadendo stranamente dal pero, ci aveva assicurato negli incontri realizzati nei mesi precedenti, che avrebbe avviato i controlli sul rispetto dei CCNL e dei Capitolati d’appalto. Da mesi le promesse sono cadute nel vuoto.
Le condizioni di lavoro restano le medesime, molte aziende continuano a far ricorso indisturbate all’orario supplementare molto oltre il limite concesso dai CCNL e nessun cambiamento c’è stato nella pubblicazione della turnistica.
Intanto c’è un ricorso continuo all’utilizzo dei procedimenti disciplinari per quei lavoratori che hanno deciso di alzare la testa. Paradossalmente, chiunque cerca di far rispettare lo statuto dei lavoratori o la costituzione repubblicana si trova costantemente a doversi difendersi da accuse ingiuste ed a rischiare addirittura il proprio posto di lavoro.
In questa situazione ASL2 (l’azienda committente), che appalta la gestione dei servizi che costano alla cittadinanza decine di milioni di euro, se ne lava le mani o fa finta di non vedere. Invece di controllare e svolgere un ruolo da garante del rispetto delle regole, consente l’imbarbarimento delle condizioni di lavoro e l’attacco alle libertà sindacali.

Il 22 maggio la nostra organizzazione sindacale ha inviato una richiesta di accesso agli atti alla ASL per sapere a quanto ammonta il numero di lavoratori impiegati nelle ditte appaltatrici, a quante le ore supplementari utilizzate dalle aziende, per verificare il rispetto dei Capitolati e dei CCNL. Abbiamo chiesto trasparenza ad una azienda pubblica che dovrebbe farne un suo cavallo di battaglia. Dal 22 maggio quindi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Come se informazioni riguardanti questi appalti dovessero restare nascoste.

Noi non ci fidiamo.
Già ad aprile abbiamo impedito lo spostamento illegittimo di 19 lavoratori da un’azienda ad un’altra con una sostanziale diminuzione delle ore di contratto e quindi del salario. Quell’operazione illegittima è saltata grazie al controllo dei lavoratori e all’azione decisa di USB.
ASL2 già allora stava permettendo che le aziende compiessero un’illegittimità sotto il suo naso senza accorgersene.

 

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