Cronaca

Invita gli agenti in casa per riprendere le chiavi dello scooter, finisce in manette

Un praticante avvocato teatino è stato arrestato a Bologna dopo che i poliziotti, entrati nel suo appartamento, hanno scoperto 1 chilo e 200 grammi di marijuana

Immagine di repertorio

Una banale dimenticanza è costata le manette a un giovane di 27 anni, praticante avvocato, nato a Chieti e residente a Bologna, in zona Marconi. Ieri (lunedì 8 maggio), il giovane ha lasciato lo scooter acceso e con le chiavi inserite sotto casa, in via della Fontanina, nel capoluogo emiliano. 

Del mezzo in moto si sono accorti, nel tardo pomeriggio, gli agenti di una volante, casualmente in transito in zona. Hanno spento il mezzo ed effettuato i controlli, scoprendo così che il motorino era intestato al giovane teatino. I poliziotti sono risaliti all'abitazione e hanno citofonato per restituire le chiavi. 

Il proprietario ha ringraziato gli agenti, invitandoli a salire. Ma, sul pianerottolo, da quell'appartamento, è arrivato un inconfondibile odore di "erba". Così gli agenti sono entrati in casa e lì, neanche troppo nascosti, hanno trovato diversi sacchetti, barattoli e bustine. A quel punto, è scattata la perquisizione. 

In tutto, sono stati trovati nell'appartamento quasi 1 chilo e 200 grammi di marijuana, oltre a un grinder e a un bilancino di precisione. Il giovane, laureato in Giurisprudenza e praticante avvocato, fino a ieri era incensurato, è finito in manette.

In casa si trovava anche una amico, anche lui abruzzese, di 26 anni, trovato in possesso di poco meno di 2 grammi di marijuana, che gli sono costati solo una segnalazione. Oggi si è tenuto il processo per direttissima per l'aspirante avvocato. 

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