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I consiglieri del Movimento 5 stelle D'Arcangelo, Marcozzi e Argenio

I consiglieri del Movimento 5 stelle D'Arcangelo, Marcozzi e Argenio

Il potabilizzatore inutile di San Martino: costato 25 milioni, oggi è il covo di erbacce e insetti

I consiglieri del Movimento 5 stelle denunciano l'immobilità degli enti responsabili su una delle incompiute su famose d'Abruzzo e chiedono la bonifica e una destinazione d'uso

È una delle opere pubbliche incompiute più note d'Abruzzo, costata 25 milioni di euro derivanti da fondi europei, ma dal 2004, anno del collaudo, giace abbandonata e inutilizzata, perché, di fatto, è un contenitore realizzato inutilmente e senza i presupposti per poter funzionare. Si tratta del potabilizzatore in contrada San Martino, per cui i consiglieri del Movimento 5 stelle chiedono un intervento immediato e concreto, che bonifichi l'area, diventata preda di erbacce, insetti e animali vari con gravi disagi per la salute pubblica, e stabilisca una destinazione d'uso o l'abbattimento. 

Stamani, proprio davanti al potabilizzatore abbandonato di strada Fosso Paradiso, i consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo e la consigliera regionale Sara Marcozzi hanno convocato la stampa per denunciare uno sperpero di denaro che affonda le radici in un'epoca ormai lontanissima. 

Sono gli anni Settanta quando si decide di realizzare questa imponente struttura per rendere potabili le acque del fiume Pescara e destinarle all'uso industriale. Ma, quando, nel 2000, si iniziano i lavori, si scopre che nessuno, nel progettare l'opera, aveva pensato ad analizzare le acque da trattare. Quando finalmente si effettuano le analisi, si scopre che i livelli di inquinamento sono tali da rendere impossibile ogni tipo di trattamento per rendere l'acqua potabile. Ma, denunciano i 5 stelle

già negli anni Novanta gli enti locali, in particolare la Provincia, avevano rilevato l'alto livello di inquinamento, ribadito poi anche dalla Forestale, che indagò sui fondi per la realizzazione dell'opera e sulla sua capacità di assolvere al compito per cui era stata costruita. 

Così, dal 2004, anno in cui terminano i lavori, il potabilizzatore viene abbandonato. Invaso dalle erbacce, da insetti e roditori, crea non pochi fastidi ai residenti della zona. A ottobre 2016, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio firma un'ordinanza con cui diffida l'Aca, ente proprietario della struttura, a eliminare i problemi igienico-sanitari che recano non pochi problemi ai cittadini. In più, un mese dopo, a novembre 2016, il presidente della Regione Luciano D'Alfonso aveva convocato una riunione con i vertici di Aca, Arta e Arap, insieme ai sindaci di Chieti, San Giovanni Teatino, Pescara e Spoltore, per attivare la procedura di riattivazione dell'impianto. Tuttavia, quasi due anni dopo, la situazione è del tutto immutata.

E oggi il Movimento 5 stelle chiede di risolvere finalmente una vicenda che si trascina da quasi 20 anni. Incalza la consigliera Marcozzi:

La Regione non ha imparato dal passato e continua a pensare opere costose e inutili, come il progetto per la realizzazione delle vasche di laminazione sul fiume Pescara. Chiediamo la messa in sicurezza e la pulizia immediata della struttura, affinché poi se ne decida la destinazione d'uso, se il potabilizzatore serve a qualcosa. O, se è inutile, si dovrebbe provvedere all'abbattimento.

 

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