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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Paglieta

Ponte crollato a Paglieta, Legambiente: "Una fine annunciata"

L’associazione aveva già inserito il ponte di Guastacconcio nel dossier del 2018 "Sos infrastutture sicure", che accendeva i riflettori sulle infrastrutture a rischio in tutta Italia

“Una fine annunciata". Così Legambiente Abruzzo bolla il crollo del ponte di Guastacconcio, avvenuto ieri mattina a Paglieta. Una tragedia sfiorata: il cavalcavia era chiuso al transito; il sindaco Graziani ha chiesto lo stato di emergenza.

 "Il nome della struttura, che risale agli inizi del Novecento – ricorda Legambiente  - evoca distruzioni e ricostruzioni: il ponte, realizzato per unire le due sponde del fiume Sangro, era stato danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e poi rimesso su nell'immediato dopoguerra. Snodo fondamentale della rete viaria della Val di Sangro, era attualmente chiuso al traffico, dopo anni in cui era stato transitabile a singhiozzo a causa delle lesioni, che sono conseguenza delle piene del fiume; dell'abbassamento del letto del corso d'acqua, causato dai prelievi di materiali; dall'usura dovuta al passaggio dei mezzi pesanti". 

L’associazione aveva già inserito il ponte nel dossier del 2018 "Sos infrastutture sicure" che accendeva i riflettori sulle infrastrutture a rischio in tutta Italia. 
“Nonostante i ripetuti allarmi e le preoccupazioni. non c'è stato un intervento rapido ed efficace - dichiara Rebecca Virtù della segreteria di Legambiente Abruzzo all’Adnkronos - ora è necessario intervenire, senza perdere altro tempo: prima di tutto togliere le macerie per evitare il rischio esondazione. Poi pensare a una ricostruzione che sia sostenibile per il fragile equilibrio dell'ecosistema fluviale. Le risorse messe a disposizione dal Pnrr devono essere utilizzate per la messa in sicurezza e per sviluppare la resilienza del territorio rispetto ai mutamenti climatici, ai fenomeni atmosferici sempre più aggressivi e al conseguente dissesto idrogeologico che già ha creato i danni che vediamo a ponti, viadotti e viabilità minore".

Per Luzio Nelli, storico esponente dell'associazione ambientalista in Val di Sangro ”deve crescere la cultura della manutenzione. Continuiamo a puntare sulle grandi opere, ma il Paese ha bisogno della manutenzione delle infrastrutture già esistenti come opera pubblica continuativa nel tempo". 
 

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