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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Personale di polizia ridotto all'osso per vigilare i centri di accoglienza fuori regione: protesta il Coisp

Il sindacato: non sono previsti rinforzi per la stagione estiva a Vasto e Lanciano, Chieti è una tra le poche Questure che non si vedrà assegnato nemmeno uno dei nuovi 1800 vice ispettore vincitori dell’ultimo concorso

“Non si può continuare a depauperare l’organico della Questura di Chieti e dei Commissariati di Lanciano e Vasto,  se non a scapito della sicurezza della collettività e del benessere dei pochi operatori di polizia rimasti”. A ribadirlo è il segretario generale provinciale del sindacato della Polizia di Stato Coisp, Mauro Giannetta, alla luce degli ultimi tagli.

Come sottolinea il sindacato, a Chieti e in provincia il personale della Polizia di Stato sta vivendo periodi difficili. Non sono previsti rinforzi per la stagione estiva nei commissariati di Lanciano e Vasto dove si ha difficoltà a far uscire l’unica Volante per turno a causa del ridottissimo personale, mentre si registrano sempre di più efferati episodi di violenza urbana, come quello recentemente avvenuto fuori da un locale a San Salvo Marina. Non entreranno nemmeno nuovi ufficiali di polizia giudiziaria, Chieti è una tra le poche questure che non si vedrà assegnato nemmeno uno dei nuovi 1800 vice ispettore vincitori dell’ultimo concorso interno. Infine, diverse unità da Chieti vengono impiegate fuori regione per controllare e vigilare i migranti ospitati presso i centri d’accoglienza.

“Questi continui spostamenti di poliziotti su e giù per l’Italia di certo stanno comportando un enorme dispendio di denari pubblici e un dirottamento della sicurezza dai centri urbani, dalle strade, dalle periferire ad altri luoghi, sconosciuti ai cittadini – sottolinea il Co.i.s.p. di Chieti  - Spese evitabili qualora si aumentasse l’organico delle Questure ove insistono i centri per i migranti e, contestualmente, si smettesse di attingere personale da altre sedi medio-piccole, come la Questura di Chieti, che di suo ne ha ben poco.

Scelte ministeriali i cui effetti ricadono, innanzitutto sul personale costretto a subire un tale servizio disagiato ma anche su gli altri operatori che rimangono in sede che si trovano ad affrontare un carico di lavoro sempre più ingente e sempre più da soli. Questa organizzazione sindacale - aggiunge - raccoglie continue e giuste lamentele dei poliziotti che, nonostante siano ormai ridotti all’osso, tra mille difficoltà e condizioni lavorative opprimenti, riescono, per proprio spirito di sacrificio e senso del dovere, a garantire alla comunità sicurezza.

Ci chiediamo se e come il questore abbia rappresentato al superiore Ministero la reale criticità in cui versa la Questura da egli diretta”.  

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