Cronaca

Pignorata la poltrona del sindaco per un credito da 90mila euro, ma per il Comune è solo di 15mila

La cooperativa Girasole si è presentata stamani nella stanza del sindaco portando via una sedia da ufficio. Ma il primo cittadino è furioso: "Sceneggiata inutile, bastava parlarne"

Lo avevano annunciato ieri (mercoledì 14 giugno) e questa mattina, puntuali alle 9.15, Mariacarla Di Renzo della cooperativa Il Girasole e l'avvocato Luciana Di Nardo, accompagnate dall'ufficiale giudiziario, si sono presentate davanti all'ufficio del sindaco Umberto Di Primio per pignorargli la poltrona. L'incontro, iniziato poco dopo le 9.30, si è tenuto a porte chiuse, ma, da quanto è stato possibile ricostruire, i toni sono stati alquanto accesi. 

Alla fine, dopo poco più di mezz'ora, Di Renzo e Di Carlo sono uscite portando via una sedia da ufficio nera, acquistata personalmente dal sindaco per la sua stanza. "Ma non è finita - spiega l'avvocato - abbiamo pignorato anche un monitor, che torneremo a prendere, a cui è stata affidata la custodia alla legale rappresentante. Nei prossimi giorni faremo lo stesso in altri immobili di proprietà comunale, proseguiremo con un altro pignoramento presso terzi. E, se il nodo non si scioglie, la prossima settimana inviermeo una segnalazione allla Corte dei Conti". 

Gli umori, dunque, sono tutt'altro che placati. Da un lato, c'è la cooperativa che gestisce una casa famiglia in via Salomone, che rivendica un credito di 90mila euro dal Comune, maturato dal 2013. Dall'altro, l'ente rivendica le spese per l'affitto e le utenze che, stando a quanto dice Di Primio, non sarebbero mai stati pagate sin dall'apertura della struttura, 4 anni fa. 

All'uscita dell'incontro, l'avvocato ha commentato duramente: "Il sindaco non è stato per niente disponibile, ha minacciato rappresaglie perché, a suo dire, non paghiamo l'affitto nei locali del Comune. Ma il dialogo con le istituzioni non è stato possibile". 

Parole forti anche quelle del sindaco, che ha parlato di "una sceneggiata, con cui hanno ottenuto appena 100 euro, il valore totale della sedia e del monitor". I due oggetti, certamente non pregiati, erano gli unici da poter pignorare, considerato che le opere di valore nell'ufficio sono di proprietà del museo Barbella, mentre gli arredi della Banca d'Italia che ha affittato l'edificio all'ente.

Secondo Di Primio, i conti sarebbero diversi da quanto rivendica la cooperativa Girasole, che avrebbe già ricevuto 62mila degli 85mila euro dovuti, pagati a due collaboratori della struttura che, non percependo alcun compenso, hanno fatto istanza direttamente al Comune per ottenere la liquidazione dei compensi. Resterebbero da pagare, duque, solo 15mila euro. 

"In più - dice - non pagano l'affitto, né le utenze: prima di fare queste sceneggiate si sarebbero dovuti sedere con l'amministrazione, per cercare una soluzione, ma non è successo. Se fossero venuti da me, avrei sollecitato un pagamento. In più - aggiunge - hanno incontrato il dirigente del settore Finanze, che ha garantito che ci sarebbe stato un riconoscimento dei debiti fuori bilancio per poter effettuare il pagamento".

Quanto alle paventate rappresaglia, ora il Comune rivendica il canone di locazione: "Non hanno mai pagato - spiega il primo cittadino - chiederemo di saldare l'affitto: se non lo faranno, procederemo con lo sfratto".

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