Petcoke al porto di Ortona, la Commissione di Valutazione regionale rinvia il progetto

Il Wwf: mancano i dati di un monitoraggio effettuato e la quantificazione effettiva dell'incremento del rumore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

 La società F.lli Nervegna Autotrasporti srl presenta un progetto di ampliamento stoccaggio di petcoke in zona industriale del proprio deposito da 18.000 metri cubi a 28.000.

A fine agosto scadeva la possibilità di inviare le osservazioni alla Commissione di Valutazione della Regione Abruzzo. Con grande celerità, il 17 settembre, la Commissione si riunisce per esaminare il progetto, rinviando il giudizio all'acquisizione di alcuni dati.

L'associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina Onlus, anche questa volta, ha inviato le osservazioni in critica, chiedendo di considerare l'effetto cumulo di petcoke al porto, luogo di carico e scarico, e su via Cervana. In queste aree confluiscono infatti ben due progetti inerenti lo stoccaggio di petcoke.

Fabrizia Arduini, Presidente dell’Associazione WWF: oltre i 40.000 metri cubi/anno, non basta più una semplice Valutazione di Assoggettabilità, ma ci vuole una Valutazione di Impatto Ambientale. Lungo via Cervana, i due progetti, anche se distinti, producono un unico impatto, quantificabile in ben 56.000 metri cubi anno. Se così non fosse, possiamo invitare da tutta Italia una quantità di società imprecisate per impiantare altri depositi di stoccaggio di petcoke, che singolarmente non superino i 40.000 metri cubi.

Il petcoke è un combustibile che il Decreto Ronchi classificò come rifiuto tossico, ma essendo questo un materiale troppo interessante per l'industria, venne riconsiderato come sottoprodotto con il Decreto Gela.

Purtroppo in Italia è facile scaricare i costi ambientali e quindi sanitari, che sempre accompagnano la movimentazione e la combustione di sostanze controverse, come questa, sulla collettività.

Nel petcoke, ci sono lo zolfo, il nichel, il vanadio, il cromo e soprattutto il benzopirene. Sostanza definita dall’OSHA, ente statunitense per la sicurezza sul lavoro, una sostanza cancerogena altamente pericolosa. Il petcoke va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili. Le polveri sospese nell’aria provocano diverse malattie nell’uomo: allergie e malattie dell’apparato respiratorio in genere. Lo stesso TAR -Tribunale Amministrativo Regionale- della Calabria nel 2009, descrive il petcoke come elemento inquinante e pericoloso.

Ma leggendo la relazione istruttoria redatta a cura del geometra Stornelli della Commissione regionale di Valutazione, pare quasi non ne avesse contezza: non appaiono identificabili rischi biologici per l'uomo e per l'ambiente, data la tipologia delle attività. Solo perchè la società proponente assicura che sarà fatto tutto a regola d'arte, e neanche una granello di petcoke volerà in aria.

Eppure circola un video per il web, del Movimento 5 Stelle di Ortona, che sembra proprio dimostrare che tutte queste accortezze non ci sono:

https://www.youtube.com/watch?v=dQhAx9wKARw

Conclude Fabrizia Arduini: le ultime amministrazioni comunali di Ortona hanno latitato, così lontane dagli interessi dei cittadini. I nostri appelli sono finora caduti nel vuoto. Una città senza una visione di sviluppo sociale. Il porto ne è un esempio, sembra un contenitore vuoto e sterile che deve essere solo riempito: navi da crociera piene di turisti, navi gasiere per il deposito di GPL, navi che trasportano la feccia del petrolio - petcoke -, petroliere, e le Panamax, grandi navi porta container, per le quali il nuovo piano porto prevede una gigantesca banchina, che dovrebbe cementificare anche la spiaggetta del faro.

La speranza che questo rinvio diventi un no per la prossima Commissione, è davvero poca.

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