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Scalo, perquisizioni in casa dello jihadista espulso

A San Martino gli agenti della Digos lunedì hanno passato al setaccio l'abitazione dove Ibrahim El Mansoury, espulso lo scorso 25 marzo, viveva con la moglie e i figli

Perquisizioni da parte della Digos nella casa dove viveva Ibrahim El Mansoury, lo jihadista espulso lo scorso 25 marzo perché ritenuto una minaccia per la sicurezza dello Stato. Il provvedimento fa seguito a un’indagine della Procura di Torino coperta dal segreto istruttorio.

Lunedì mattina gli agenti della Digos, artificieri con i cani anti-esplosivo ed un’unità cinofili, hanno passato al setaccio l’abitazione a San Martino dove l’uomo viveva con moglie e figli, estranei ai fatti. Controllati anche il suo furgone e i campi vicino casa. Da quanto trapelato la perquisizione avrebbe dato esiti negativi.

El Mansoury, 37 anni, prima dell’espulsione viveva a Chieti da 10 anni dove aveva lavorato nel mattatoio comunale. Già allontanato dagli altri musulmani dal centro di preghiera di Fara Filiorum Petri a causa delle sue posizioni “estremiste", era finito nel mirino degli esperti dell’antiterrorismo della questura di Chieti diventando “una minaccia per la sicurezza dello Stato”. Da qui il provvedimento di espulsione firmato dal ministro dell’Interno Alfano.

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