Cronaca San Vito Chietino

Trabocco Turchino: la procura chiede una perizia sul crollo

Le indagini, affidate alla capitaneria di porto, dovranno appurare se ci siano stati reati ambientali legati alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggette a speciale protezione. A settembre inizierà la ricostruzione da 120mila euro

Sarà una perizia, disposta dalla procura di Lanciano, ad accertare le cause del trabocco Turchino, di proprietà del Comune di San Vito Chietino, che la notte dello scorso 26 luglio ha ceduto definitivamente alla forza del mare.

Il procuratore Francesco Menditto aveva aperto un’inchiesta per valutare se sussistesse un reato ambientale legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggette a speciale protezione. Sul crollo indaga la Capitaneria di porto, che ha già sequestrato gli atti sui precedenti interventi progettuali di restauro, risalenti a 10 anni fa.

Il progetto di rifacimento del Turchino, già predisposto prima del crollo, inizierà a settembre, per un costo di 120mila euro, di cui 40mila dalla Regione, e i restanti da due aziende teramane che si sono offerte come sponsor.

Il trabocco è uno dei più noti, perché Gabriele D’Annunzio lo descrisse nella tragedia “Il trionfo della morte”. E oltre al crollo, è sotto il fuoco delle polemiche per un botta e risposta fra i primi cittadini di Lanciano e San Vito Chietino: il primo ha offerto il legno di acacia proveniente da piante tagliate per la ricostruzione; l’altro ha rinviato al mittente l’offerta, lamentando di non averlo consultato prima di pubblicizzare il “regalo”. 

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