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Fabrizio Pellegrini

Fabrizio Pellegrini

Pellegrini malato in carcere: interrogazione parlamentare

Si curava con la cannabis, ora a Madonna del Freddo le sue condizioni di salute sarebbero peggiorate

Sta facendo discutere il caso del teatino Fabrizio Pellegrini, affetto da una patologia neuro-degenerativa, dallo scorso 8 giugno recluso in carcere a Chieti per aver coltivato alcune piante di marijuana a fini terapeutici. Troppo indigente per acquistare i farmaci a base di cannabis, il 48enne avrebbe provveduto così alla produzione propria.

Del caso si stanno interesssando i Radicali, il cannabis social club italiano Lapiantiamo, l’esponente radicale Rita Bernardini, che pochi giorni fa è andata a fare visita a Pellegrini.

Lo scorso 30 giugno gli onorevoli Civati, Brignone, Maestri, Pastorino e Mattarelli hanno indirizzato un'interrogazione parlamentare urgente ai Ministri della Giustizia e della Salute, ma ad oggi nessuna risposta è stata fornita.

“Il precario stato di salute di Fabrizio – scrivono i Radicali -  incompatibile con la condizione di detenuto, peggiora di giorno in giorno anche perché in carcere gli è preclusa la cura a base di cannabis prevista dal suo piano terapeutico. Nonostante le regolari prescrizioni mediche, non è la prima volta che Fabrizio Pellegrini viene arrestato e incarcerato. La sua colpa? Non aver abbastanza denaro per poter pagare la cannabis medica, ad oggi importata dalla sola Olanda a costi elevatissimi. Per questo motivo, per far fronte alla dolorosa fibromialgia che lo affligge da tempo,  si è dovuto risolvere a coltivare in casa qualche pianta per evitare di rivolgersi al mercato illegale. La risposta del sistema legale italiano è stata ancora una volta ‘ingiustamente inflessibile’: Fabrizio è privo della libertà, è privo del farmaco, è irreversibilmente segnato nel corpo dalla malattia che lo affligge”. Per Pellegrini i Radicali di Foggia hanno avviato uno sciopero della fame.

Intanto il prossimo 25 luglio alla Camera dei Deputati inizierà a discussione della proposta di legge n. 3235 che reca “Disposizioni in materia di legalizzazione, coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis e dei suoi derivati”.

I Radicali, con l'associazione Luca Coscioni, da un po’ di mesi hanno avviato anche una raccolta di firme su di una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di legalizzazione della cannabis. “Si tratta di un testo più ambizioso rispetto a quello che verrà discusso in Parlamento – spiegano – e  ha l'obiettivo di elevare il dibattito parlamentare e di impedire che il provvedimento legislativo che sarà assunto si risolva in un compromesso al ribasso o peggio, in un nulla di fatto, come ha testimoniato Marco Pannella, con la sua vita d'impegno politico, Il crimine più grave è stare con le mani in mano”.
 

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