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Crac Villa Pini, 1 miliardo di passivo per l'ex gruppo di Angelini

Ieri in Corte d'Assise a Chieti la testimonianza della curatrice fallimentare Giuseppina Ivone, che ha ricostruito le spese del gruppo, parlando di una distrazione da 30 milioni di euro dal 2005 al 2010, usati da membri della famiglia o terzi

Il passivo del gruppo Villa Pini ammonta a un miliardo di euro. Parola della curatrice fallimentare Giuseppina Ivone, avvocatessa romana che ha gestito il patrimonio dell’ex gruppo Angelini dopo il fallimento di Villa Pini.

Ieri nell’udienza in Corte d’Assise, a Chieti, la Ivone è stata sentita come testimone dalla difesa e dall’accusa. Ha ricostruito i fatti con precisione e ha ammesso: “Il fallimento è addebitabile alla distrazione di 30 milioni di euro, dal 2005 al 2010, attraverso le società Novafin e Verde”. Soldi che, secondo la curatrice fallimentare, sarebbero stati usati dai componenti della famiglia Angelini (nel processo per il fallimento del gruppo, oltre all’ex patron Vincenzo sono imputate la moglie Anna Maria Sollecito e la figlia Chiara, ndc).

Alla cifra record di un miliardo si arriva sommando i passivi di tutte le società del gruppo. Mentre la ricostruzione della Ivone è proseguita, parlando di soldi usati per acquistare beni personali e di lusso, come sigari e prodotti di abbigliamento firmati.

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