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Wwf e Confcommercio, passeggiata ecologica al parco fluviale: una "mini-Bussi"

In 150 si sono radunati in quel che dovrebbe essere il parco fluviale alla scoperta delle ferite inferte dai rifiuti e dall'alluvione. In un non luogo dove i veleni convivono con gli animali e non c'è spazio per sport, relax e divertimento

Erano 150, domenica mattina di buon ora, riuniti in quello che, almeno sulla segnaletica stradale è il parco fluviale. L’area a ridosso di Megalò che, dopo la costruzione del centro commerciale, sarebbe dovuta diventare zona di sport, passeggio, divertimento. E invece oggi è piena di rifiuti e fango, portando ancora le ferite dell’alluvione che lo scorso autunno ha flagellato l’Abruzzo.

Così in tanti hanno risposto all’invito di Wwf e Confcommercio per la “passeggiata ecologica informativa” lungo la strada golenale sulla sponda destra del fiume Pescara. Capitanati dalla presidente del Wwf teatino, Nicoletta Di Francesco, e dal presidente regionale, Luciano Di Tizio, cittadini e famiglie hanno camminato per circa 40 minuti, andata e ritorno, ascoltando gli esperti sull’allarme inquinamento del parco. Un modo per dire no alla realizzazione di due nuovi centri commerciali, i cosiddetti Megalò 2 e 3, nell’area del primo, gridata a gran voce, per tutti i commercianti, dalla presidente di Confcommercio, Marisa Tiberio. E per riportare l’attenzione sull’ambiente, ferito dalla costruzione dei colossi del commercio, a pochi metri dall’argine di un fiume che, lo ha dimostrato nei mesi scorsi, non riesce a contenere la piena del Pescara.

E la costruzione di due nuovi centri commerciali sarebbe un danno notevole. Basti considerare le emissioni di gas causate dal gran numero dei veicoli che si concentrerebbero durante la giornata nella zona, e alla condizione di quel che dovrebbe essere parco fluviale.

I 150 sono andati alla scoperta dell'inquinamento - tanto e visibile - delle tracce di animali che inaspettatamente vivono nel veleno, della vegetazione piantata dall'uomo, ma che non dovrebbe essere lì

E un allarme per tutti lo ha lanciato il geologo Francesco Stoppa, docente all’università D’Annunzio, sulla contaminazione delle acque di irrigazione, causate da rifiuti di ogni genere interrati in un’area che andrebbe bonificata con urgenza: una “mini Bussi”, secondo lui, una discarica a cielo aperto inesplorata. Ma questo allarme, perlopiù ignorato, non è nuovo al Wwf: “Già il 17 ottobre 2009, nell’assemblea pubblica a conclusione della manifestazione per dire basta agli impianti di trattamento rifiuti in Val Pescara – spiega Nicoletta Di Francesco - avevo espresso pubblicamente timori sulla possibile contaminazione delle colture innaffiate con l’acqua della Bonifica. Quell’acqua, proviene in gran parte proprio dal Pescara, cioè da un fiume fortemente inquinato”. 

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