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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Pascoli inesistenti, scoperta truffa da 5 milioni che interessa anche l'Abruzzo

Concluse le indagini sulla maxi truffa all’Unione Europea per intascare milioni di euro di fondi pubblici per pascoli inesistenti

Si soni concluse le indagini sulla maxi truffa all’Unione Europea per intascare milioni di euro di fondi pubblici per pascoli inesistenti. Questo è l’esito della operazione “Transumanza”, condotta da nord a sud, dalla guardia di finanza di Pescara, diretta e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della Procura di L’Aquila.

Sono 75 - come riporta l'agenzia Adnkronos - i soggetti e gli enti interessati, in tutta Italia, tra Abruzzo, Puglia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania, per un giro di affari illecito su cui si sospetta anche la mano della “mafia foggiana”, visto il coinvolgimento di soggetti contigui a figure interne ad organizzazioni criminali del Gargano. Il pool investigativo - spiega la Finanza - ha tratteggiato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla perpetrazione, con l’aggravante mafiosa, di frodi a danno del bilancio nazionale e comunitario, che sarebbe stata attuata mediante indebite richieste di contributi per il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia nel settore della Politica Agricola Comune (Pac).

Per truffare Bruxelles, l’associazione, sodalizio nato per delinquere, operativa dal 2014, di cui farebbero parte in 13, avrebbe simulato il possesso dei requisiti necessari per ottenere la disponibilità di terreni e di corrispondenti titoli Pac, rilasciati gratuitamente dalla Riserva Nazionale dei Titoli ai nuovi giovani imprenditori agricoli".

Secondo gli investigatori, "le nuove imprese agricole fittizie sarebbero state in combutta con altrettante società cooperative agricole o associazioni temporanee di imprese, costituite per fare incetta di migliaia di ettari di terreni la cui concessione ad uso civico veniva messa a bando dai Comuni. Le frodi accertate dalle Fiamme gialle ammonterebbero a circa 5 milioni di euro e i soggetti e le imprese coinvolte sono accusate a vario titolo, di autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, truffa aggravata ai danni dello Stato e per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

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