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Cronaca

Al Parco della Majella il nuovo direttore non è iscritto all'albo: i dubbi di Legambiente

Il Presidente del Parco nazionale revoca l'incarico al direttore Andrisano perchè 'lavora troppo' ma conferisce l'incarico a un sostituto che sarà presente solo due giorni a settimana. Il nuovo direttore non è iscritto all'albo nazionale

Il Presidente del Parco nazionale della Majella, Franco Iezzi, ha deciso di revocare l’incarico di direttore a Teodoro Andrisano per “ristabilire i carichi di lavoro” che gravavano su di lui, il quale, dallo scorso 3 marzo, svolge anche il ruolo di Direttore facente funzione, oltre a quello di responsabile di altri due servizi all’interno dell’Ente parco.

Tale incarico sarà affidato a un consulente esterno, che garantirà la presenza solo due giorni alla settimana. Il nuovo direttore però, non risulta iscritto all'albo apposito. Perchè questa scelta, anche in considerazione del fatto che dall’esterno non si è avuta alcuna impressione sulle presunte difficoltà operative del Parco?

A chiederselo è Legambiente Abruzzo, che sostiende: "Il presidente Iezzi sta agendo da alcuni mesi in maniera scoordinata e confusa sulla figura del Direttore, con il risultato di destabilizzare la struttura tecnica dell’Ente che presiede.


Lo scorso marzo - ricorda - è scaduto il contratto di Direttore a Nicola Cimini, che ha svolto questa funzione fin dalla nascita del Parco e, sebbene dopo 17 anni sia legittimo voler cambiare, non si comprende il motivo di espletare un bando di concorso per questa figura, sapendo che non si può procedere a breve termine alla individuazione del nuovo Direttore: al Parco nazionale della Majella manca, infatti, il consiglio Direttivo dal lontano 2007".

Iezzi da marzo averebbe individuato il Direttore in una figura idonea all’interno della struttura dello stesso Ente, in attesa di poter espletare il concorso. Ma per l'associazione ambientalista, l’imprevista svolta che ora invece ha impresso al Parco, paventa alcune contraddizioni.

"Perché, con un atto a nostro avviso illogico, il presidente Iezzi ricorre a un Direttore f.f. esterno all’Ente e ne giustifica la scelta con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, e poi si scopre che questa funzione è garantita solo per due giorni alla settimana? - incalza Legambiente - Il presidente Iezzi sa che se si dispone di una figura professionale adeguata a svolgere quel ruolo, com’è il dottor Andrisano, nella pubblica amministrazione non si può ricorrere a professionalità esterne? E se Andrisano è così oberato di impegni non si sarebbe potuto, ad esempio, valorizzare qualche altra figura professionale presente all’interno dell’Ente.

Giudichiamo un atto illegittimo la scelta del presidente Iezzi di individuare un Direttore facente funzione non iscritto all’albo dei Direttori di parco nazionale, poiché viola la legge 394/91 che, sebbene vorrebbe essere modificata da molti, finché è in vigore deve essere rispettata".

All'articolo 9 della suddetta legge, II comma, è scritto che "Il Direttore del parco è nominato dal Ministro dell'ambiente previo concorso pubblico per titoli ed esami di dirigente superiore del ruolo speciale di "Direttore di parco" istituito presso il Ministero dell'ambiente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero con contratto di diritto privato stipulato per non più di cinque anni con soggetti iscritti in un elenco di idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco, istituito e disciplinato con decreto del Ministro dell'ambiente. In sede di prima applicazione della presente legge, e comunque per non oltre due anni, il predetto contratto di diritto privato può essere stipulato con soggetti particolarmente esperti in materia naturalistico-ambientale, anche se non iscritti nell'elenco.

"Legambiente - riprende - considera pericoloso il percorso messo in atto da Iezzi che, senza un confronto preventivo con la Comunità del Parco e le altre forze politiche e sociali del territorio, rischia di mettere a repentaglio il buon lavoro svolto fin qui dall’Ente e si appella alla Regione Abruzzo e alle altre istituzioni di ogni livello, affinché vigilino sull’attuale fase che sta vivendo il Parco nazionale della Majella.

Per noi è fondamentale salvaguardare l’integrità territoriale del Parco e la piena legalità delle azioni che compie l’Ente".

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