Parco costa, D'Amico (Pd): "De Dominicis ascolti anche i comuni limitrofi"

Il consigliere comunale di Cupello, già capogruppo in Provincia, invita il neo commissario a dire no decisi alla petrolizzazione del mare, attuando strategie chiare e considerando i contributi e le necessità anche delle aree interne

Un invito ad ascoltare tutte le parti e rispettare le necessità non solo dei comuni del litorale. È l’invito che Camillo D’Amico, consigliere comunale di Cupello, già capogruppo Pd in consiglio provinciale, rivolge al neocommissario del parco nazionale della costa teatina, Pino De Dominicis. Invoca “una proposta seria, partecipata e condivisa”.

La nomina di De Dominicis è una delle prime azioni concrete per la realizzazione del parco, dopo anni di rinvii, polemiche e battaglie contro la petrolizzazione. Per D’Amico bisogna “dire no convinti a trivelle di ogni ordine e grado al largo del mare Adriatico e alla possibile apertura a scorrerie di dubbi imprenditori dai facili profitti che basano le loro attività sul mercato dei rifiuti”. Per puntare al turismo come volano dello sviluppo, incalza il consigliere “occorrono strategie politiche ed istituzionali chiare, investimenti solerti e certi, marketing promozionale unitario che faccia prevalere tutte le bellezze paesaggistiche, architettoniche, storiche e culturali di tutto il territorio sia dell’interno che della zona litorale”.

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“A Pino De Dominicis – prosegue - chiedo di essere terzo e autorevole, ascoltare tutti i portatori d’interesse sia pubblici che privati, di favorire una sana e solerte discussione di merito per far comprendere ai cittadini tutti limiti e potenzialità della creazione del parco e di allargare gli orizzonti oltre i comuni della costa perché anche quelli limitrofi, come quello di Cupello, fecero richiesta di adesione offrendo l’inserimento di parti significativi del proprio territorio (calanchi) che potrebbero arricchire l’attrattiva non certo diminuirla. Sia giusto ed equilibrato non certo di parte ed apertamente contrario come colui che lo preceduto dall’alto della responsabilità regionale che ricopriva”.

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