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Cronaca

Legambiente e Wwf: "Ora si firmi il decreto istitutivo del Parco nazionale della Costa Teatina"

"La Regione - accusano gli ambientalisti - ben consapevole della forzatura, non ha neppure difeso in giudizio la propria legge, a suo tempo varata come ulteriore strumento di opposizione alla deriva petrolifera"

Continua a far discutere la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la costituzione del Parco della costa dei trabocchi. E come già il Comune di Rocca San Giovanni, anche il Wwf punta il dito contro la Regione: “La Consulta ha sentenziato che, trattandosi di fatto di una riserva marina, la competenza spetta allo Stato. La Regione - commenta l’associazione ambientalista - ben consapevole della forzatura, non ha neppure difeso in giudizio la propria legge, a suo tempo varata, con l’avallo di amministrazioni locali e il consenso di alcuni movimenti ambientalisti, come ulteriore strumento di opposizione alla deriva petrolifera”. 

“Quello che sconcerta - accusa il Wwf - è che, a pochi giorni da questa bocciatura, ancora si legga di amministratori locali che non riescono a venire fuori da quel ‘nanismo politico’ che tiene ferma l'unica risposta possibile al fallimento del vecchio modello di gestione del territorio, un modello che ogni giorno di più si rivela del tutto incapace di raccogliere le sfide che parlano oggi di zero consumo di suolo, rigenerazione e riqualificazione urbana, agricoltura di qualità, ecoturismo, industria sostenibile e economia circolare”. 

Wwf e Legambiente, ascoltati in commissione sulla legge regionale 38 del 2015, quella che istituì il parco, ribadirono che “l’obiettivo primario restasse comunque quello della firma del decreto di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, del quale l’eventuale estensione a mare poteva rappresentare un completamento, giammai una sostituzione, anche alla luce delle modifiche, ora in discussione in Parlamento, alla legge sulle aree protette”.

E invitando a guardare al futuro puntando “su uno strumento di eccellenza”. “L’istituendo Parco nazionale - spiegano - può fermare il consumo di suolo e l'erosione costiera; rispondere alla crescente domanda di cicloturismo e sport verdi con territori, agricoltura e enogastronomia di qualità; potenziare la resilienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici”. 

“Abbiamo più volte – sottolinea il delegato del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio – sollecitato, insieme a diverse altre associazioni, la presidenza del Consiglio a trasmettere la perimetrazione al Capo dello Stato la cui firma sul decreto istitutivo del Parco metterebbe fine a una inconcepibile attesa che ormai sfiora i quattro lustri. Insisteremo anche con il presidente Gentiloni, ma mi auguro che non ce ne sia neppure bisogno e che il Governo sia coerente con le proprie scelte”.

“La nostra classe politica e dirigente a tutti i livelli – aggiunge il presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco – è chiamata in questi giorni a dare risposte forti affinché la nostra regione possa riprendersi l'immagine della sua bellezza turistica, sociale ed economica. È una responsabilità che si estende anche ad altri: operatori turistici, mondo dell'agricoltura e dei prodotti tipici di qualità, imprese della green economy. Anche il ministro della Giustizia Orlando, che in passato è stato ministro dell’Ambiente, ha in un recente convegno auspicato la nascita del quarto parco nazionale abruzzese, a vanto di una regione che ha fatto della protezione dell’ambiente una scelta prioritaria ma non riesce, purtroppo, a essere sino in fondo coerente con questa scelta”.

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