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Parco Costa Teatina, per ambientalisti si fa "mercato delle vacche"

Regione Abruzzo e Sindaci cercano di aprire un 'mercato delle vacche' sul Parco nazionale della Costa Teatina" dicono Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, Fai, Marevivo e Pronatura dopo la riunione tra il Governatore ed i sindaci del costituendo Parco e, a Presidenza della Repubblica e Ministero, chiedono di chiudere subito l'iter

Regione Abruzzo e Sindaci cercano di aprire un 'mercato delle vacche' sul Parco nazionale della Costa Teatina" dicono Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, Fai, Marevivo e Pronatura dopo la riunione tra il Governatore ed i sindaci del costituendo Parco e, a Presidenza della Repubblica e Ministero, chiedono di chiudere subito l'iter.

Un incontro, quello avvenuto con i sindaci, che per le associazioni sa di "vecchia politica" e "nulla ha a che vedere con l'intelligenza collettiva al servizio delle riforme e della comunità tanto decantata dallo stesso presidente""Da taluni sindaci - proseguono Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, Fai, Marevivo e Pronatura - sarebbe arrivata la richiesta di una 'governance che dia maggiore spazio alle Istituzioni rappresentative del territorio e un quadro normativo da rivisitare in modo da non ingessare gli strumenti urbanistici vigenti' e quella di una vacatio di ben 60 mesi (5 anni!) prima dell'entrata in vigore delle norme di salvaguardia, quelle che dovranno tutelare la costa in attesa del varo del Piano del Parco".

"Un periodo inaccettabilmente lungo - concludono - e al di fuori di ogni normativa di legge, evidentemente necessario ai solerti sindaci della costa per concludere la cementificazione del territorio".


 

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