Cronaca

LETTORI Civitella, ecco come hanno ridotto il nostro patrimonio archeologico

Rifiuti alimentari, di cantiere e scenografici del Presepe Vivente, scritte sui muri di fidanzatini che in preda a spasmi amorosi, questo è il parco archeologico della Civitella oggi

Rifiuti alimentari, di cantiere e scenografici del Presepe Vivente, scritte sui muri di fidanzatini che in preda a spasmi amorosi, hanno avuto l'infelice idea di imbrattare con scritte di vernice spray nera le mura romane di età imperiale, telecamere che sembrano spente o comunque cieche: questo è lo scenario che i ragazzi del circolo culturale "Marco Porcio Catone il Censore" si sono trovati di fronte entrando nell'anfiteatro romano della Civitella alcuni giorni fa. Addirittura, voci nei corridoi degli addetti ai lavori riferiscono che prima del Presepe Vivente del 6 gennaio scorso, l'anfiteatro fosse un vero "cantiere a cielo aperto".

Una città come Chieti, che dovrebbe essere di fatto la capitale storico-culturale non può vedere il suo patrimonio archeologico deturpato in questo modo.

Bisogna migliorare la giusta sinergia fra Comune e Soprintendenza affinché la prima ripulisca i siti con personale specializzato, per non rischiare di rovinare i reperti, e al secondo venga affidata la gestione di tali siti per l'organizzazione di eventi anche tramite dei privati, in modo tale che siano i privati stessi a occuparsi della manutenzione della struttura, sempre ovviamente con la supervisione della Soprintendenza.

Questo a tutt'oggi non avviene pressoché mai, e l'esempio del Presepe Vivente organizzato nei siti archeologici è la strada da seguire, ma bisogna fare una programmazione precisa annuale o pluriennale,coinvolgendo gli enti e i privati, sennò non si va da nessuna parte.

Si potrebbe pensare ad esempio a creare dei percorsi da visitare fra i vari poli museali, artistici, culturali e archeologici cittadini con un biglietto unico per i turisti, che tramite dei tour operator verrebbero convogliati in città con accordi anche con strutture turistico - ricettive sia abruzzese, che di altre città italiane o estere.

Ma per fare questo, c'è bisogno di una sapiente operazione di marketing che invogli i privati ad investire.

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