Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Chieti Scalo

L'INTERVISTA Paolo Fiorucci racconta "Il cielo degli orsi"

Rilevanza internazionale per il progetto avviato dal cantautore teatino in favore della tutela dell'orso. Tra i big che hanno aderito all'iniziativa: Assalti Frontali, Tetes de Bois e Tre Allegri Ragazzi Morti

E' partito da Paolo Fiorucci, cantautore teatino da sempre molto sensibile alle tematiche ambientaliste, il progetto intitolato "Il cielo degli orsi", che sta facendo molto parlare a livello internazionale. Tutto, infatti, ha avuto origine quando lo scorso febbraio l'orso M13 è stato ucciso in Svizzera perchè secondo le autorità locali non c'era altra soluzione, se non quella di abbatterlo, per evitare che l'animale si avvicinasse troppo ai centri abitati, mettendo dunque a repentaglio l'incolumità della popolazione. 

Questo gesto ha suscitato non poco clamore e ha avuto la sua eco anche in Italia. Fiorucci, cresciuto a contatto con la natura, ha sentito l'esigenza di scrivere un brano a quattro mani con Massimo Germini, chitarrista di Roberto Vecchioni, che adesso diventerà un disco.

La sorte ha voluto che la nostra intervista con Paolo, già concordata da tempo, venisse realizzata poche ore dopo l'investimento mortale dell'orso Rocco, sull'autostrada A24, dimostrandoci una volta di più quanto questo argomento sia di incredibile attualità.

Paolo, è notizia di queste ore che un orso bruno marsicano è stato investito e ucciso sull'autostrada A24. Qual è il tuo commento in merito?

Con questo episodio abbiamo avuto l'ulteriore dimostrazione dell'importanza di un progetto di sicurezza stradale, che è quello che vuole l'associazione "Salviamo l'orso" e che noi intendiamo appoggiare con "Il cielo degli orsi". Se c'erano dei dubbi sulla necessità di questo progetto, ora purtroppo li abbiamo fugati.

Parlami meglio di questa iniziativa.

L'orso marsicano è probabilmente la specie che corre il maggior rischio di estinzione nel contesto della grande fauna selvatica dell’Appennino. E' una specie “ombrello”, cioè si trova ai vertici dell’ecosistema montano, per cui proteggere l’orso significa, di fatto, proteggere l’habitat dell’orso con tutte le specie vegetali e animali che lo popolano. Con alcuni amici artisti abbiamo deciso di realizzare un disco, le cui vendite saranno interamente devolute all'associazione Salviamo l'Orso per contribuire concretamente alla realizzazione del progetto "Sicurezza stradale nel Pnalm".

Quali sono gli artisti che hanno aderito?
Ne sono tanti: Max Manfredi, Têtes de Bois, Tre Allegri Ragazzi Morti, Assalti Frontali, Marco Ongaro, Alessio Lega ed Helena Hellwig. E poi ancora Massimo Germini, Rossella Seno, Caraserena, Tony Cercola, Fabularasa, Emanuele Bocci, Erica Boschiero, Jontom, Grazia De Marchi, Simone Agostini e Rebi Rivale.

Per realizzare il disco avete avviato una campagna di crownfunding. In cosa consiste?

Collegandosi a www.buonacausa.org/cause/ilcielodegliorsi e donando 2 euro, a fine campagna si riceverà sulla propria mail l'Mp3 del brano "Il cielo degli orsi". Contribuendo con 10 euro si riceverà a casa, dopo i necessari tempi di realizzazione, l'intero disco "Progetto Il Cielo degli Orsi", che conterrà canzoni a sfondo animalista ed ecologista, scritte e interpretate dagli artisti che ti ho citato prima. Il disco sarà accompagnato da un breve booklet contenente alcune norme di convivenza dell'uomo con l'orso.  

Ti sei avvalso di alcuni partner per realizzare questa iniziativa?

Sì, e non posso che ringraziarli citandoli tutti: Enoteca Il Trionfo di Bacco, Fumetteria Gamecraft, Edizioni Noubs e Casa de Tango Chieti.

Come definiresti il tuo legame con l'Abruzzo?
E' un legame che ha a che fare con la terra e con le radici, attraverso le quali si lega ad essa. Un rapporto conflittuale durante l'adolescenza perché sei distante dalle promesse di una metropoli e dalle sue possibilità, che ti mancano e rimangono sconosciute: il fascino dell'ignoto. Poi ti fai uomo e hai modo di sperimentare il respiro della metropoli, e ti manca l'aria. Allora ritorni con una nuova consapevolezza e cominci ad aprire gli occhi sulla meraviglia che avevi da sempre sotto lo sguardo. Scopri l'Abruzzo che nessuno conosce, te ne innamori e ti dici che non potevi nascere in un'altra regione che non fosse questa.

L'orso fa pensare alla montagna. E' un ambiente che conosci bene?
Sì, sono stato scout da ragazzo e con gli anni mi sono appassionato al trekking. Ho la fortuna di avere amici con la stessa passione, con cui condividere sentieri e silenzi sulle tracce di eremiti e briganti.

La passione che hai per la natura sembra quasi "ereditaria". Quali sono le origini della tua famiglia?
I miei nonni materni erano contadini, avevano una fattoria nei pressi di Manoppello. Da bambino ho avuto modo di relazionarmi con animali e piante che in città i miei coetanei non avevano mai visto. Da parte paterna ho origini umbre: mio nonno proveniva da un paese minuscolo vicino Gubbio, e si divideva fra il lavoro di proiettore cinematografico e quello di elettricista. Il cinema è stata un'altra costante felice della mia infanzia e mi piace pensare a una sinergia fra film e natura, che col tempo mi ha portato a scrivere di orsi, sipari e lamponi.

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