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Ciammaichella sulla sinistra, con Stefano Marchionno

Ciammaichella sulla sinistra, con Stefano Marchionno

Addio all'avvocato Ciammaichella, per anni motore del Fai

Negli anni '80 era stato un esponente di spicco della politica regionale. Aveva 84 anni. Il Covid se l'è portato via

Il Covid si è portato via l’avvocato Paolo Ciammaichella, ex politico regionale, per anni capo delegazione Fai di Chieti.

Aveva 84 anni ed era ricoverato da qualche settimana al policlinico di Chieti. Il decesso è avvento nel pomeriggio di ieri. Un personaggio molto noto in città dove lascerà un grande vuoto. Da giovane esordì nella scena politica tra le file della Dc, negli anni ‘80 divenne consigliere regionale e, dal 1985 al 1990, fu assessore regionale all’Agricoltura. Poi lasciò il mondo della politica per buttasi a capofitto nell’impegno civile e nel mondo dell’associazionismo.

Fu dirigente nazionale delle Acli di Chieti, fondatore dell’associazione Noi del Gb Vico (di cui era presidente onorario) con Giampiero Perrotti e Mario D’Alessandro, presidente del Lions. Per 9 anni, fino al 2018, instancabile promotore delle attività della delegazione Fai di Chieti in qualità di presidente, circondato da tanti giovani con la passione per l’arte e la cultura. Amava sinceramente la sua città e la sua missione negli ultimi anni era valorizzarla in tutti i modi come dimostrava, ad esempio, nelle vesti di presidente dell’associazione onlus “Gaio Asinio Pollione”, organizzando la manifestazione "La famiglia che fece grande Teate”.

La professione legale invece si svolgeva nello studio lungo corso Marrucino. A metà febbraio il ricovero all’spedale di Chieti a causa del Covid. Ieri il decesso.

Paolo Ciammaichella lascia la moglie Lina e i figli Marco e Patrizia. 

L’avvocato Stefano Marchionno (nella foto con Ciammaichella), presidente di Noi del Gb Vico, tra i primi ieri sera a diffondere la notizia della scomparsa, lo ricorda pubblicamente così: “Ha sempre avuto una marcia in più ed ha avuto sempre un amore viscerale per Chieti; molto probabilmente ha raccolto meno di quanto seminato, parzialmente vittima di invidie e gelosie che in città non ci siamo fatti mai mancare, ma il ricordo di quanto fatto e costruito nel corso di tanti anni è ancora vivo e la sua scomparsa lascia in tutti noi un vuoto profondo”.
 

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