La ditta si ritira, restano i lampioni sulla carreggiata

Sulla provinciale Schiavi-Templi Italici-Fondovalle Trigno 11 lampioni impediscono l'apertura alle auto del terzo lotto appena realizzato. Il sindaco di Schiavi punta il dito contro le lungaggini burocratiche, ma la Provincia accusa la ditta che si è ritirata e provvede ad un nuovo appalto

Non sono gli 11 pali Enel piazzati sul terzo lotto della strada provinciale Schiavi-Templi Italici-Fondovalle Trigno la causa della chiusura dell’arteria ancora in costruzione.

Almeno secondo il vice presidente della Provincia Antonio Tavani, che ha delega alla Viabilità. Pochi giorni fa il sindaco di Schiavi d’Abruzzo, Luigi Peluso, aveva denunciato lo stallo dell’intervento sulla provinciale, già completata per 9 chilometri sui 12 totali. I pali della discordia, che l’Enel dovrebbe togliere, sono sul terzo dei quattro lotti. Il che costringe gli automobilisti a deviazioni che appesantiscono la viabilità. Peluso aveva puntato il dito contro la Provincia, ricordando all’ente che i fondi regionali per la realizzazione della strada erano già disponibili prima di iniziare i lavori.

E oggi Tavani scagiona almeno in parte l’Enel, spiegando che i tempi lunghi sono causati dal fatto “che la ditta esecutrice si è ritirata”. La società dell’energia elettrica, dunque, non può rimuovere i pali, perché avrebbe necessariamente bisogno del supporto della ditta che ha realizzato la prima parte dei lavori. Ma il contratto è stato rescisso e l’intervento tecnico per sostituire i pali è irrealizzabile al momento.

Perciò l’ente sta provvedendo a riappaltare i lavori, “che comporta una dilatazione di tempi”, precisa Tavani. Ma le lungaggini non dipendono, secondo il vice presidente della Provincia, solo dalla società appaltatrice. Il 6 dicembre 2012 la Provincia avrebbe avviato la procedura di autorizzazione dei pali che interferivano con i lavori di sistemazione della strada provinciale.

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I tecnici dell’Enel avrebbero effettuato vari sopralluoghi per accertare quali lampioni spostare a sue spese e quali da addebitare alla Provincia. Il preventivo di spesa, però, è arrivato 10 mesi dopo, il 10 ottobre 2013. “Attendiamo di ricevere la documentazione integrativa del preventivo”, puntualizza il vice presidente. Ma non risparmia una stoccata ai fautori dell’abolizione delle province: “Cosa ne sarà della viabilità provinciale dal 1° luglio, quando le province avranno un nuovo assetto?”. 

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