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Palazzo d'Avalos a Vasto avvolto dall'incuria: la denuncia dei 5 Stelle

Vegetazione rigogliosa, cortile inagibile, pavimentazione che cede nella perla dell'Adriatico. Il Movimento 5 Stelle Vasto e il consigliere regionale Smargiassi accusano l'attuale amministrazione di contribuire alla decadenza della perla cittadina

Palazzo D'Avalos a Vasto versa in pessime condizioni. L’associazione Movimento 5 Stelle Vasto e il consigliere regionale Pietro Smargiassi denunciano e documentano con le foto una situazione in cui l'incuria e il vandalismo brindano fra loro e accusano l’attuale amministrazione di contribuire alla decadenza della perla cittadina.

Chi si avvicina al Palazzo D’Avalos infatti, non può fare a meno di notare la folta vegetazione cresciuta rigogliosamente lungo il lato esterno di piazza del Popolo/mare, assieme alle conseguenze della mancata ristrutturazione della medesima ala.

Nel cortile si possono poi contemplare l’acciottolato divelto, raccolto in un barile o accantonato in alcuni angoli e lo spettacolare cedimento della pavimentazione nei pressi del pozzo con le macchie di umidità che “decorano” le pareti interne.

Non va poi dimenticato il mosaico disegnato dal guano dei piccioni sulla pavimentazione del porticato, per non parlare dei “caratteristici” bidoni della raccolta differenziata, collocati nell’androne d’ingresso.

“Una città con la vocazione al turismo dovrebbe essere sempre impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei propri gioielli naturali, storici e artistici – sottolineano Smargiassi e i 5 Stelle- Purtroppo Vasto non solo non insegue questo ideale, ma anzi chi la governa sembra animato da una speciale dedizione nel distruggere quel poco di buono che è sopravvissuto ai massacri delle varie amministrazioni che si sono susseguite”.

Il movimento evidenzia anche un uso scriteriato del cortile: “ In questi anni è stato riciclato in un palazzetto dello sport, pronto ad ospitare ogni tipo di evento, non sempre di carattere culturale, con il silenzioso assenso dei privati che abitano nel Palazzo. Questo uso scriteriato del cortile ha causato negli anni danni strutturali, ad oggi mai riparati, tali da indurre nel 2012 la Soprintendenza, a seguito di un sopralluogo congiunto con Vigili del Fuoco ed Asl, a dichiarare la non idoneità del cortile allo svolgimento degli eventi”. L’amministrazione Lapenna non si sarebbe attivata per riottenere il nullaosta dagli enti preposti, tranne quello di apertura delle porte di sala Michelangelo e l’accesso ai giardini D’Avalos.


Ma la scorsa settimana è comparso un palco che copre interamente il pozzo dove si è verificato il cedimento dell’acciottolato. “ A questo punto – conclude Smargiassi - ci chiediamo se è l'amministrazione che non ha particolarmente a cuore le regole o se è la Soprintendenza che ha abbandonato Palazzo D'Avalos, la Perla d'Abruzzo e probabilmente di tutto l'Adriatico, ad un futuro sempre più decadente”.

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