Cronaca

Consigli comunali straordinari inutili se Chieti non vede il Dea, Aceto: "Riportare in città tutti i reparti universitari"

Il presidente del Consiglio comunale sollecita i politici per l’istituzione del Dea di secondo livello integrato tra i presidi sanitari di Chieti e Pescara e annuncia azioni eclatanti, qualora si dovesse procedere con l'azione di declassamento nei confronti del SS. Annunziata

Il policlinico di Chieti rischia di non vedere il Dea di II livello per la mancanza di alcune funzioni hub. E’ quanto emerso nei giorni scorsi dal tavolo di monitoraggio svoltosi a Roma per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, mentre l’assessore regionale alla Programmazione Sanitaria Paolucci continua a ribadire il sostegno della Regione all’integrazione funzionale tra gli ospedali di Chieti e Pescara.

Sulla questione oggi è intervenuto il presidente del Consiglio Comunale di Chieti  Liberato Aceto: “Il tavolo di monitoraggio non può cambiare le carte in tavola. E’ un intento politico – sostiene -  l’ennesimo colpo di coda dopo la recente presa di posizione della Consulta dei Medici dell'Ospedale di Pescara che aveva spinto nella direzione di un unico DEA di II Livello nel capoluogo adriatico”.

Aceto dunque chiama in causa il Governatore D’Alfonso e l’assessore regionale alla Sanità affinché vengano poste in essere tutte le iniziative volte a garantire l’istituzione del Dea di secondo livello integrato tra i presidi sanitari di Chieti e Pescara. “Come presidente del Consiglio Comunale, e come medico, mi sento coinvolto in prima persona avendo presieduto ben tre Consigli comunali straordinari sulla Sanità che si sono espressi sempre nella direzione di difendere Chieti e il suo ruolo in campo sanitario regionale. Non vorrei che l'ipotesi ventilata nel recente passato di realizzare un nuovo ospedale a Chieti sia stata un'esca e un tentativo di attuare l’ennesimo scippo nei confronti della sanità teatina. Ad oggi – continua il presidente del Consiglio comunale -  stiamo assistendo al declino quotidiano del nostro ospedale, alle prese con carenza di risorse umane e materiali che abbassano il livello dell'assistenza sanitaria ai minimi storici, facendo venir meno la risposta al bisogno di salute della popolazione teatina e dei territori limitrofi che, nel recente passato, ha contraddistinto il nostro territorio rappresentando per tutti noi un volano economico e sociale di grande importanza”. 

I docenti della d'Annunzio si uniscono per salvare le cliniche universitarie

L'invito che Aceto rivolge ai colleghi politici di Chieti e Pescara è di “abbandonare ogni posizione campanilistica e a lavorare tutti insieme per creare un polo sanitario di eccellenza che possa assurgere al ruolo di riferimento nazionale. Due città così vicine non possono pretendere di avere servizi separati e, quindi, meno efficienti” e al rettore della d’Annunzio Sergio Caputi “affinché tutti i reparti universitari convenzionati con le aziende sanitarie vengano riportati a Chieti, sede della facoltà di Medicina e Chirurgia. 

Per fare in modo che il mio non sia un intervento di parte ma l’espressione del comune sentire da parte dei rappresentanti di tutta la città di Chieti, è mia intenzione concordare con tutti i consiglieri comunali, di qualsiasi collocazione politica, iniziative, anche eclatanti, qualora si dovesse procedere con questa azione di declassamento nei confronti dell'ospedale della nostra città”.

 
 

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