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Ortona: tutti contro il deposito Gpl, domani si discute in consiglio comunale

Associazioni ambientaliste e opposizioni si appellano a Comune e Regione, affinché ascoltino le istanze dei cittadini contrari al progetto

Il tema più spinoso del momento a Ortona, il potenziale deposito Gpl, sarà al centro del consiglio comunale in programma domani (giovedì 16 giugno), alle 18. E Legambiente invita sindaco e consiglieri “ad esercitare una scelta politica forte sul futuro di Ortona, ad ascoltare la città che è ben consapevole sulle vere economie del futuro, a dire con fermezza che sicurezza si vuole dare alla cittadinanza e perché si dovrebbe assumere il rischio quotidiano di uno scenario economicamente antistorico, ad alto rischio e dannoso per l’incolumità degli stessi cittadini”. 

“Al Teatro Tosti, lo scorso 8 giugno, nonostante il giorno feriale ed il poco tempo di preavviso, Ortona ha manifestato tutta la sua contrarietà all'opera, accorrendo in massa all'incontro. Il fruscio di centinaia di cartelli, No Gpl, è stata la colonna sonora dell’evento”, ricorda Legambiente. “Le esposizioni anche puntuali dei vari relatori, tesi in gran parte a rassicurare la popolazione, di fatto non hanno rassicurato nessuno. Il rischio zero non c'è, anzi molte sono le pericolosità emerse sull'opera, dall’area di stoccaggio alla viabilità e logistica”. Oltre al pericolo potenziale, l’associazione ambientalista sottolinea il fatto che un impianto del genere cozzerebbe notevolmente con il Parco della costa teatina in programma. 

“Le giuste preoccupazioni in merito ad uno stoccaggio di ben 25.000 metri cubi di gas di petrolio liquefatto, equivalenti a 13.500 tonnellate, che a pieno regime arriveranno a 250.000 tonnellate anno, non possono essere tacitate. Ci si chiede anche cosa nascondano i mega progetti del porto volti a favorire la movimentazione di merci e navi da crociera ma ad oggi si discute solo del progetto della Seastock, ovvero come si pensa di fare turismo con uno scenario di questo genere? La sensazione è che i 53 milioni al porto di Ortona del Masterplan, vengano dati solo per favorire interessi di pochi”, accusa l’associazione. 

Da qualche giorno, la rete di Cittadini e associazioni per Ortona sta depositando all’ufficio protocollo pareri contrari e dopo le dichiarazioni di Camillo D’Alessandro contro l’impianto gpl, Legambiente chiede alla Regione di “dirci da che parte sta! Se vuole uno scenario per Ortona coerente con le sue strategie di sviluppo sostenibile o rincorrere mercati non più competitivi. Se sposa politiche vere di green economy e di benessere per la cittadinanza o è ancora ancorata al lobbismo novecentesco locale. Se davvero si tiene a cuore Ortona e l'Abruzzo e il loro futuro, invitiamo il presidente D'Alfonso a prendere posizione contro il deposito Gpl e lo sollecitiamo ad intervenire rapidamente presso la presidenza del Consiglio dei ministri, affinché venga liberata l'istituzione del Parco nazionale della costa teatina, unico vero motore di sviluppo e baluardo di tutela territoriale, ad oggi “incatenato” per meri interessi localistici”. 

Contro D’Alessandro si schierano anche il consigliere regionale Mauro Febbo e quello comunale Tommaso Cieri, da sempre contrari al deposito di Gpl nel porto di Ortona. Entrambi invitano “la proprietà della Seastock srl a ritirare il progetto per avere risposta su questioni di interesse generali ovvero sulla tutela della salute pubblica, sul transito delle autocisterne, sulla viabilità alternativa, sulla navigabilità del porto, sulla compatibilità del deposito con navi passeggeri ed altre attività, sul presunto contrasto col Piano Regolatore Portuale sia vigente che sul nuovo, adottato ed in attesa di approvazione, così come con la compatibilità con i lavori del dragaggio”.

“Da giorni assisto silente – afferma Mauro Febbo - ad uno spettacolo tanto indecoroso per la Città di Ortona quanto offensivo per l’intelligenza degli ortonesi. Agli apparenti cambiamenti di idee di un sindaco che non ha mai brillato per fermezza e determinazione, sempre ostaggio dei poteri forti e di personalità ingombranti, al demagogico annuncio del fantomatico arrivo di 53 milioni di euro ed al vergognoso tentativo, come già avvenuto per altri argomenti, di alcuni “movimentati” di appropriarsi dei risultati di una battaglia per la quale non hanno neppure combattuto, strumentalizzandola per fini differenti dal bene della comunità, rispondo con i fatti”. E rivendica il fatto di essere stato il primo a denunciare l’iter burocratico non corretto per la realizzazione dell’impianto”. 

“Come forza d’opposizione all’amministrazione D’Ottavio, in piena sintonia con i rappresentanti provinciali e regionali di partito, ho messo in campo – puntualizza Tommaso Cieri - ogni iniziativa tesa a bloccare la realizzazione del deposito in oggetto. E’ opportuno, alla luce degli ultimi fatti e di alcune dichiarazioni, venga ricordato l’impegno profuso dal sottoscritto e da Forza Italia nonostante qualcuno ci abbia accusato di non voler bene ad Ortona invece siamo i padri di tale battaglia. Il 25 febbraio 2015, nella seduta del Consiglio Comunale, nella Sala Eden, su mia iniziativa e proposta, venne approvata all’unanimità la delibera che prevedeva di sottoporre il progetto della realizzazione del deposito di Gpl al parere e al giudizio di gradimento dei cittadini per mezzo di una consultazione popolare preventiva o altro mezzo conoscitivo similare ad esprimere il consenso del popolo. Furono fatti manifesti a firma delle forze del centro destra cittadino fin dal marzo 2015 per esortare la cittadinanza a far sentire la propria voce di contrarietà a tale insediamento, così come mi feci promotore di un convegno nella Sala Eden il giorno 4 luglio per illustrare il progetto e le motivazioni della nostra contrarietà. Sempre su mia iniziativa, tra varie sedute di Consiglio Comunale tese ad approvare il regolamento per il referendum popolare ed una data utile per svolgerlo, si è arrivati ad ottenere l’inchiesta pubblica. Per D’Ottavio e la sua maggioranza sarebbe stato sufficiente l’affissione del manifesto e la pubblicazione dell’avviso sul sito istituzionale del comune, ma sempre su mia iniziativa, il 20 aprile 2016 è stata approvata la delibera che prevede l’invio della lettera a tutti i portatori d’interesse per presentare le opportune osservazioni. La stessa che ha innescato tanto fervore in Città. Sono, inoltre, a constatare che D’Alessandro sia arrivato nuovamente secondo, visto e considerato che lunedì 6 giugno u.s. ho invitato una lettera aperta al Sindaco ed al Presidente del Consiglio per farsi promotori di un incontro con la ditta proponente al fine di invitarla a ritirare il progetto”. 

Anche il Forum H20 denuncia “clamorosi errori nell’iter autorizzativo”, sottolineando che il progetto “deve essere sottoposto obbligatoriamente a Valutazione di Impatto Ambientale nazionale”. In caso di autorizzazione definitiva, mette in allerta, il progetto sarebbe a rischio di procedura d’infrazione europea.

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