"Ortona sempre nel cuore", Rocco Siffredi si racconta a Barbara D'Urso

L'infanzia fra Lido dei Saraceni e la chiesa di San Giuseppe, il rapporto strettissimo con la famiglia, le chiacchierate sul sesso con il padre e l'amore per la città natale: l'ormai ex pornodivo abruzzese si è raccontato dopo aver scelto di abbandonare l'hard

Ha salutato il salotto della domenica pomeriggio con una dichiarazione d'amore nei confronti della sua città natale, dopo non essersi risparmiato in racconti, aneddoti e confessioni. Protagonista di Domenica Live, ieri (domenica 19 aprile), su Canale 5, è stato Rocco Siffredi, l'ortonese più famoso del mondo, che dopo aver dato ufficialmente l'addio al porno, è diventato assiduo frequentatore di talk show. 

Così per quasi un'ora, accompagnato dalla moglie Rosa e da uno dei due figli, Lorenzo, l'ormai ex pornodivo ha raccontato della sua infanzia, del rapporto con i genitori e dell'amore per la famiglia. C'è stato spazio anche per alcuni filmati d'annata, come un'intervista dei primi anni Novanta con la stessa Barbara D'Urso, o le immagini del matrimonio con la bella Rosa. 

Senza trattenere emozioni, commozione e anche qualche lacrima, Siffredi ha incontrato i fratelli Giorgio e Antonio, insieme alle loro famiglie. Il primo ha un ristorante a Parigi, il secondo vive tuttora a Ortona. E ancora la lettera appassionata della sorella Mirella, e i racconti divertenti degli amici d'infanzia Tommaso Del Ciotto, Donato Ramundo e Claudio Romano. 

Si è scoperto così che, da bambino, Rocco era negato per il calcio, ma era un chierichetto fedelissimo nella chiesa di San Giuseppe, visto che la mamma desiderava per lui una carriera da sacerdote. Come sia andata dopo, è noto a tutti. Ma prima di diventare il pluripremiato, almeno negli Oscar del settore, divo dell'hard, ha trascorso un'infanzia segnata da un lutto, la morte del fratello maggiore quando lui aveva 6 anni, dalle scorribande con gli amici fra scherzi e razzie di ciliegie a Giuliano Teatino. Per poi passare a tuffarsi dal lido dei Saraceni, dove il bel Rocco faceva il bagnino conoscendo tutte le turiste. "Mentre noi - ride un amico - vivevamo di rendita"

Oltre al rapporto strettissimo con la madre, che cita spesso nelle interviste, Siffredi si abbandona ad un aneddoto poco noto: quando il medico di famiglia, il dottor Olivastri, lo conovocò per metterlo in guardia. "Se scegli di fare questo lavoro - gli dice - sarai dannato, non avrai una famiglia, ti drogherai". Consigli mai seguiti, al punto che anni dopo, negli anni Ottanta, il suo film venne addirittura proiettato nel cinema teatro Vittoria. 

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Ma nella lunga pagina dedicata a Rocco, c'è un episodio che fa divertire tutti. Quello del padre 80enne, "che aveva ancora bisogno di sesso", portato da una "dottoressa", così la definisce l'attore, che lo ha rimesso in vita. Vero o presunto che sia, l'aneddoto del capostipite ossessionato dal sesso alimenta ancora di più il mito di un uomo che è riuscito a sconfiggere i pregiudizi della provincia.

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