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Ortona, impianto stoccaggio Gpl: Febbo chiede al sindaco di partecipare al Via

Il consigliere regionale scrive agli amministratori comunali per chiedere di prendere parte, domani, alla seduta del comitato Via. L'obiettivo è chiedere insieme un posticipo della valutazione del progetto, già sottoposto alle osservazioni del Wwf, per poterne valutare le ricadute sulla città

Il consigliere regionale Mauro Febbo scrive al sindaco di Ortona Vincenzo D’Ottavio e al presidente del consiglio comunale Ilario Cocciola per chiedere di partecipare domani (giovedì 12 febbraio) alla riunione del Comitato Via, che si occuperà della possibilità di realizzare un impianto di ricezione, stoccaggio e travaso di Gpl proprio a Ortona.

Diversi consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, si sono interessati all’argomento, chiedendo di organizzare un consiglio comunale straordinario urgente per discutere delle problematiche del porto di Ortona, compresa la paventata realizzazione dell’impianto Gpl.

E proprio dopo questa mobilitazione, Febbo chiede di rinviare la discussione sul dragaggio in consiglio, per partecipare al Via, con l'obiettivo di chiedere che venga posticipata la valutazione sull’impianto di stoccaggio. “Su questo progetto – dice – siamo in dirittura d’arrivo”. Dunque, solo con un posticipo si potrebbero valutare “tutte le ricadute economiche e le opportunità che tale progetto comprometterebbe”.

Una richiesta che arriva, spiega il consigliere, “dopo aver constatato l’impossibilità di visionare e conoscere nel dettaglio il progetto di deposito costiero di Gpl da 25 mila metri quadrati in area portuale, così come denunciato anche dall'associazione Wwf, che mi ha portato a chiedere il rinvio dell’esame tenendo conto che la procedura è in aperto contrasto con l'articolo 20 del Codice Ambientale”.

Febbo sollecita una “presa di posizione da parte delle massime autorità comunali sul futuro del Porto di Ortona che coinvolge l’intera economia cittadina. Per poter valutare l’impatto dell’Impianto costiero di Gpl, viste le prescrizioni che interdiranno il flusso navale per un ampio raggio, occorre un confronto e scelte condivise tra tutti gli attori e i portatori di interesse coinvolti”.

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