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Ortona è la città dove più famiglie vivono in affitto, Chieti solo quinta

Nella classifica tracciata da Solo Affitti, franchising immobiliare, emerge che nella provincia di Chieti fra le località più gettonate per la locazione ci sono anche Santa Maria Imbaro e Lanciano. Il chietino è terzo in regione dopo le province di Pescara e L'Aquila

Le località più gettonate della provincia di Chieti per gli affitti sono Ortona (prima in provincia e sesta in regione con il 17,5%), Santa Maria Imbaro (seconda in provincia e ottava in regione con il 17,2%) e Lanciano (terza in provincia con il 16%). È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie, che ha tracciato una mappa nazionale degli affitti. 

Nella chietino, seguono le prime tre Francavilla al Mare (15,9%), Chieti (15,5%), Fossacesia (14,4%), Orsogna (14%), Palena (13,9%), Vasto (13,6%), Lama dei Peligni (13%).  I locatari sono invece quasi del tutto assenti a Pizzoferrato (ultima in provincia con lo 0,8%), Castiglione Messer Marino (penultima e 3,2%) e Schiavi d’Abruzzo (terzultima con il 5,2%).

La provincia di Chieti è al terzo posto in regione per famiglie in affitto (12%), davanti a Teramo (quarto posto con l’11,2%) e dietro a Pescara (primo posto in regione con il 14,6%) e L’Aquila (secondo posto e 12,2%).

“In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – prosegue Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.

La città d’Abruzzo dove più famiglie vivono in affitto è Lecce dei Marsi (L’Aquila), che segna il 28,2%: un dato superiore alla media regionale (12,5%) e nazionale (17,9%). Fra le regioni italiane, l’Abruzzo raggiunge il 15esimo posto, in una graduatoria che vede sul podio Campania (24,4%), Valle d’Aosta (22,5%) e Liguria (22,2%). 

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