A Ortona si lavora sperando nel ritorno alla normalità: a bando cinque concessioni balneari

Dimezzate rispetto all'anno scorso, seguendo la politica di tutela e salvaguardia dell’ambiente e delle specificità in termini di flora e fauna del litorale

L’amministrazione comunale di Ortona, seppur  impegnata quotidianamente nell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, continua a occuparsi dell'attività amministrativa ordinaria, con l'obiettivo di creare le condizioni per una ripartenza del tessuto sociale ed economico una volta finita l’emergenza.

Così, in vista della bella stagione e sperando che si possa tornare presto alla normalità, dopo che nei mesi precedenti si è lavorato in condivisione con l’ufficio demanio, la capitaneria di Porto e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Abruzzo, la giunta comunale, il 19 marzo ha approvato la delibera di indirizzo numero 43, in cui sono redatte le linee guida per il nuovo bando delle concessioni balneari stagionali.

Partendo dalle criticità dello scorso anno e in linea con la politica di tutela e salvaguardia dell’ambiente e delle specificità in termini di flora e fauna riguardanti la zona nord del litorale, l’esecutivo ha stabilito che si dovranno mettere a bando solo 5 concessioni balneari e quindi non più 10 come lo scorso anno da Piano Demaniale del 2011.

"La scelta è stata fatta dopo un attento studio della costa a nord di Ortona – spiega il vice sindaco e assessore al demanio Vincenzo Polidori - anche con il supporto dell’ufficio demanio, di cui ringrazio la dirigente Milena Coccia, tramite un rilievo aerofotografico con un drone, che ha reso possibile calare sulla cartografia l’esatta situazione ad oggi, confermando quello che gli ortonesi che frequentano quella spiaggia già sanno, ossia la presenza di formazioni dunali e pre dunali. Alla luce di questo e nell’assoluta convinzione che si tratti di un patrimonio da tutelare abbiamo ridotto e ridisegnato le aree delle concessioni". 

Tre concessioni sono rimaste sostanzialmente come erano poiché non si trovano su aree con presenza di vegetazione dunale, così come suggerito anche dall’associazione ambientalista Torre Foro, mentre due sono state ridisegnate in modo da non interferire con le aree dunali, utilizzando la possibilità concessa dall’articolo 5 comma 23 del Piano Demaniale Marittimo Regionale, di disegnarle in larghezza fronte mare invece che in profondità.

"Abbiamo utilizzato tutte le tutele del caso, anche grazie al contributo importante della Soprintendenza, dell’ufficio demanio e del comandante di Porto, prendendo ad esempio altre realtà come il Salento in cui si è fatto un lavoro attento di sviluppo controllato e sostenibile. Infatti, nella delibera di indirizzo abbiamo specificato che i concessionari dovranno essere i tutori delle aree dunali confinanti, mediante la perimetrazione, la pulizia e il controllo delle stesse aree. Questo perché l’anno scorso, in assenza anche dei concessionari storici, abbiamo rilevato gravi episodi di vandalismo e di utilizzo sconsiderato delle dune, i cittadini liberamente piantavano ombrelloni, tende e altro proprio sulle dune. Inoltre i concessionari dovranno realizzare pedane e camminamenti in legno sopraelevate proprio per evitare interferenze e danneggiamenti con le aree di vegetazione".

Inoltre, la presenza delle cinque concessioni permetterà anche di rispondere alle esigenze ormai comprovate di sicurezza per i bagnanti, poiché in virtù di un piano condiviso di controllo e sicurezza della spiaggia tra i concessionari si potrà coprire larga parte di un tratto molto ampio di spiaggia libera.

Nella delibera si prevede anche di mettere a bando aree di tutela quali le foci dei fiumi Foro e Arielli e il cosiddetto “Parco Comunale delle Dune” per concessioni di tipo “ambientale” rivolte esclusivamente ad associazioni di tutela ambientale che potranno esercitarvi attività di promozione ambientale e socio-culturale.

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L’ufficio demaniale sta lavorando alla redazione del relativo bando pubblico, seguendo le indicazioni date dalla giunta, e verrà pubblicato, previa acquisizione del parere preventivo della Soprintendenza, quando le condizioni legate all’emergenza lo consentiranno.

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