Cronaca Ortona

Ortona, allarme petrolio. L’appello di Maria Rita D’Orsogna

Il Ministero dell'Ambiente ha dato parere positivo con prescrizioni a nuove operazioni petrolifere al largo di Ortona e Pescara

Il 13 settembre scorso sono state approvate le concessioni al largo di Ortona e Pescara. Qui la ditta irlandese Petroceltic e' ora autorizzata ad
eseguire ispezioni sismiche con la tecnica dell'airgun, basata sull’ utilizzo di violenti spari di aria compressa dai cui segnali riflessi, dannosi per le specie marine, e' possibile ottenere informazioni sui giacimenti petroliferi.

Mentre le concessioni per Ortona (d492 e d507), sempre per conto della Petroceltic,che ha così ottenuto di poter sondare l'Adriatico da Pescara fino al Gargano a una manciata di chilometri da riva, il Ministero dell'Ambiente indica che non sono giunti pareri da parte della regione Abruzzo e Molise.

“A Gianni Chiodi, come sempre, non importa che l'Abruzzo venga petrolizzato e sebbene sia il governatore di questa regione, non si degna neppure di manifestare la sua opinione: e' come se governasse altrove”  a parlare è Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice alla California State University, figlia di abruzzesi, da sempre attiva per la salvaguardia della Costa Teatina. “Per la concessione d492 – continua la ricercatrice - invece il ministero elenca tutte le osservazioni giunte dai cittadini, incluse quelle della provincia di Chieti, senza affermare che sono tutte di contrarietà. Non risultano invece atti trasmessi ne dalla provincia ne dal comune di Pescara. Si afferma anche che le concessioni sono autorizzate in quanto non sussistono vincoli ambientali lungo la costa ortonese e pescarese.

L’APPELLO. La professoressa D’Orsogna, assieme a Dante Caserta del WWF Italia Fabrizia Arduini di Emergenza Ambiente Abruzzo e Guido Pietroluongo di Italia Anti-Whaling Events, ha lanciato un appello alla classe politica.

I cittadini hanno fatto sforzi immensi in questi ultimi anni contro le trivellazioni in Abruzzo. E' ora che anche la politica si svegli. Siamo stanchi di questa mollezza e di questo tergiversare. Non è tollerabile che chi governa non abbia a cuore il nostro territorio. Ci vuole coraggio a far politica e occorre che si tutelino per davvero i diritti dei cittadini di oggi e del futuro. L'Abruzzo ha una immagine vincente di territorio sano e verde e chiediamo che venga difeso nei fatti e non a chiacchiere.
La perimetrazione del parco della costa teatina avrebbe portato ad un ulteriore strumento di difesa contro le trivelle, invece siamo ancora qui impantanati in inutili discussioni.Chiediamo al presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e ai suoi assessori all'ambiente e al turismo Eugenio Caporella e Remo Di Martino, al presidente della provincia di Pescara Guerino Testa e al sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia di essere piu' attivi nella difesa del nostro mare, senza paura, senza stupidi calcoli politici, e nell'interesse generale. Chiediamo a Mauro Febbo di opporsi con vigore contro le trivellazioni invece che contro il parco. E' possibile presentare ricorsi al TAR contro le autorizzazioni d507 e d492, prendendo esempio dal sindaco di Vasto, Luciano La Penna, che ha depositato ricorso contro la concessione d505 assieme ai comuni di Vieste, Peschici e assieme alla regione Puglia. Ci auguriamo che simili ricorsi al TAR vengano presentati anche ad Ortona e a Pescara. Ci sono sessanta giorni di tempo per farlo.

 

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