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Festa grande ad Ortona per i 100 anni di nonno Cesare Buzzelli

Fra i soci fondatori della Cantina San Zefferino, è stato festeggiato domenica da 200 persone fra parenti, amici e vicini di casa. Agricoltore esperto e instancabile, durante la guerra è stato prigioniero dei tedeschi a Rodi

Festa grande a Ortona, in contrada Caldari, per celebrare i 100 anni di Cesare Buzzelli, nonno dell’ex assessore Lea Radico, uno dei cittadini più longevi. 

Le celebrazioni per questo grande traguardo si sono tenute domenica, proprio nel giorno del compleanno di nonno Cesare, che è nato a Ortona il 25 settembre 2016. Prima una messa nella chiesa della Madonna di Fatima a Caldari, poi un banchetto che ha intrattenuto circa 200 persone. Per l’occasione, è stata creata una tensostruttura, chiamata “Pala-Cesare” in onore del festeggiato, per ospitare la festa. Qui familiari e concittadini di Cesare Buzzelli si sono stretti intorno a lui e alla moglie Linuccia, 96 anni, per una giornata piena di emozioni, gustando un pranzo prelibato cucinato e servito dagli anici della contrada. 

Il secolo di vita di nonno Cesare è stata decisamente intenso. Ottavo di 10 figli, si è sempre dedicato alla sua terra e alla famiglia. Prima, però, è stato protagonista suo malgrado della Seconda Guerra mondiale, cadendo prigioniero dei tedeschi a Rodi per 7 anni. Dopo la fine del conflitto, si è subito rimesso in moto. 

Dal matrimonio con Linuccia sono nate le figlie Elena, Elisa e Adriana, che lo hanno reso nonno di 4 nipoti, 2 femmine e 2 maschi, i quali a loro volta gli hanno regalato 3 pronipoti, tutte femmine. In famiglia si è sempre mostrato amorevole e generoso, pur con una giusta dose di severità. E ancora oggi è lucido e attento, al punto che, arrivato l’autunno, ha ricordato ai generi che è tempo di arare il campo per la maggese, per poi piantare.

A Caldari tutti conoscono nonno Cesare, agricoltore esperto e instancabile, dotato di una tempra fortissima e sempre pronto ad elargire consigli sulla terra e le coltivazioni. Non c’è residente che non ricordi di averlo visto scorrazzare fra le sue terre, attivo prima dell’alba e di ritorno a casa soltanto la sera. Tra lavoro e famiglia, però, ha sempre trovato il tempo per un passatempo oggi scomparso: intrecciare canestri e cestini, lavori minuziosi e di qualità che realizzava durante l’inverno, seduto davanti al camino, e che, ancora oggi, resistono al tempo che passa.

In più, 55 anni fa, è stato uno dei soci fondatori della Cantina San Zefferino: il presidente, in occasione del suo compleanno, gli ha regalato una targa a memoria del suo impegno per il territorio che, anche a 100 anni, non si è ancora fermato. Targa in dono anche dall’amministrazione comunale, che così ha voluto celebrare uno dei centenari ortonesi.

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