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Cronaca Lanciano

La rievocazione storica dell'investitura del Mastrogiurato a Lanciano

Si tratta di una figura elettiva istituita da Carlo II d'Angiò, nel 1304, epoca in cui Lanciano, grazie anche alla sua posizione centrale, snodo di rotte commerciali, aveva un ruolo fondamentale per le fiere dell'epoca, a cui arrivavano da tutta Europa

Quest’anno toccherà a Mario Giancristofaro, decano dei giornalisti lancianesi, che domenica (4 settembre) indosserà le vesti del Mastrogiurato, davanti a tutta la città, in piazza Plebiscito. Prima di lui era toccato ai colleghi Giulio Borrelli, originario di Atessa, nel 2005, all’ex direttore del Messaggero, nato a Paglieta, Paolo Gambescia, nel 2004. E, negli anni, a impersonare il Mastrogiurato sono sempre stati personaggi di rilievo della società civile.

Ma chi non è di Lanciano sa a cosa risale una delle più antiche e vissute tradizioni frentane? Si tratta di una figura elettiva istituita da Carlo II d’Angiò, nel 1304, epoca in cui Lanciano, grazie anche alla sua posizione centrale, snodo di rotte commerciali, aveva un ruolo fondamentale per le fiere dell’epoca, a cui arrivavano da tutta Europa. 

Era una carica che, affiancando il sindaco, potesse esercitare insieme i poteri di giudizio e quelli operativi nel periodo delle fiere, quando la città si riempiva di gente di ogni tipo e da tutto il Mediterraneo. In quei giorni, soltanto il Mastrogiurato e la sua scorta potevano girare armati e a lui spettava il potere di arrestare chiunque disturbasse gli ospiti, che si occupava di accogliere con tutti gli onori. Inoltre, doveva controllare pesi e misure ed esercitare la giustizia civile e penale. 

Questa figura di importanza fondamentale per Lanciano veniva nominata attraverso un rito che tuttora si può vedere nel centro della città all’inizio delle feste di settembre. L’uomo scelto si abbigliava in maniera consona e, accompagnato da una scorta armata, entrava nel palazzo del Comune. Qui lo accoglievano i rappresentanti della città, il regio governatore e il capitano della guarigione. A quel punto,  con una cerimonia sontuosa, venivano portati gli stendardi reali e quelli della città, attraverso il corso della Bandiera, fino al prato della fiera, dove il Mastrogiurato leggeva il bando, le norme che regolavano la fiera e la apriva ufficialmente. 

Il corteo, oltre alle autorità cittadine, comprendeva amministratori delle terre feudali, consoli, notabili, mercanti e poi tutto il popolo.

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