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Alla camera di commercio l'organismo contro le crisi da sovraindebitamento

Uno strumento per piccoli imprenditori, commercianti o semplici cittadini che hanno contratto debiti che non riescono più a onorare, magari in un momento di particolare difficoltà professionale 

Alla Camera di commercio di Chieti, presso il servizio di mediazione, è nato l'Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento (Occ), uno strumento per piccoli imprenditori, commercianti o semplici cittadini che hanno contratto debiti che non riescono più a onorare, magari in un momento di particolare difficoltà professionale. 

Il nuovo servizio è stato presentato oggi alla stampa, alle associazioni datoriali e dei consumatori della provincia di Chieti da Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di Commercio di Chieti, Paola Sabella, Segretario Generale dell’ente camerale e Maria Loreta Pagliaricci, referente dell’Organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento. 

"Il nuovo servizio della Camera di Commercio, la quarta a livello nazionale – ha affermato il presidente Roberto Di Vincenzo - è uno strumento che l’ente mette a disposizione di chi è in difficoltà economiche e che per cause indipendenti dalla sua volontà non riesce ad onorare i propri debiti. L’iniziativa punta anche a combattere il fenomeno dell’usura e dell’estorsione, fronte sul quale anche la Camera di Commercio è attiva da diversi anni”. 

"L’organismo – spiega la referente Maria Loreta Pagliaricci dirigente della Camera di Commercio di Chieti – dovrà coadiuvare il debitore nella predisposizione della proposta di accordo e del piano di ristrutturazione, attestare la fattibilità del piano, assumere le funzioni di tutela dei creditori, essere l’organo di ausilio del Giudice delegato. Invitiamo i cittadini e le imprese in difficoltà a rivolgersi alla Segreteria dell’Organismo che fornisce informazioni o a chiedere un appuntamento anche riservato con l’Organismo”.  

Il segretario generale dell’ente Camerale, Paola Sabella,  ha sottolineato che gli ambiti sui quali l’organismo potrà intervenire sono molteplici e riguardano problematiche con gli agenti della riscossione, con le finanziarie, con le banche. Negli ultimi mesi abbiamo formato 50 gestori delle crisi di cui 35 iscritti all’Organismo: dottori commercialisti ed esperti contabili, avvocati e notai. Con loro è attiva una collaborazione che porterà ad una capillare diffusione dello strumento a vantaggio dell’intero sistema economico provinciale”.

Il procedimento, suddiviso in 4 fasi, si avvia con il deposito dell’istanza di ammissione alla procedura in cui il Gestore della crisi, nominato dal Referente dell’Organismo, comunica al debitore il grado di complessità dell’operazione e fornisce le indicazioni sugli oneri ipotizzabili, per formulare un preventivo del compenso con tutte le voci di costo, compresi oneri, spese e contributi. La proposta e il piano possono prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma e devono essere depositati presso la cancelleria del Tribunale. A questo punto il Giudice monocratico, dopo aver fatto tutte le verifiche del caso e raccolto il consenso dei creditori (per i consumatori non occorre il consenso dei creditori, è solo il Giudice a decidere), emetterà un decreto di omologa o di rigetto del piano. Una volta omologato, l’accordo diviene obbligatorio nei confronti di tutti i creditori anteriori al momento in cui è stata eseguita la pubblicità della proposta e del decreto di ammissione alla procedura, anche se dissenzienti.

Le istanze di ammissione alla procedura potranno essere presentate a partire dal 1 settembre.

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