Cronaca

I locali chiudono all'1: entra in vigore subito (e per due settimane) l'ordinanza del sindaco

In via sperimentale, l'ordinanza firmata da Ferrara che disciplina gli orari dei pubblici esercizi. Chiude alle 2 chi può garantire una vigilanza

Stop alla musica da mezzanotte alle 7 e chiusura dei locali  all’1 (o alle 2 se c’è la sicurezza): entra in vigore da domani l’ordinanza sindacale che disciplina gli orari dei pubblici esercizi a Chieti, firmata dal sindaco su indicazione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica e in ottemperanza sia alle normative Covid, sia a quelle relative alla sicurezza pubblica. Sarà valida per due settimane, in via sperimentale. 

L’ordinanza stabilisce gli orari di apertura in relazione alle specifiche categorie di appartenenza: per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, l’apertura avverrà dalle ore 5 all’1 del giorno successivo; per i laboratori artigianali alimentari (ad esempio i forni) la chiusura delle attività di vendita avverrà non oltre le 23 e non prima delle ore 6; per gli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto (alimentari e drugstore) apertura ore 6 e chiusura ore 22.

La deroga scatta, come era stato anticipato, qualora le attività siano in grado di garantire la sicurezza all’interno e nelle aree di pertinenza del proprio locale, aderendo a un’intesa con il Comune: in tal caso, l’orario di chiusura si estende alle ore 2.

In merito, alla musica, il testo mette in atto quanto disposto dal Regolamento acustico comunale che, dalle ore 24 alle ore 7.00, chiede di portare il volume dell’intrattenimento musicale ai limiti stabiliti dalla legge.

Il link all'ordinanza: clicca qui

 “L’ordinanza nasce dall’esigenza di tutelare la pubblica sicurezza e incolumità, a fronte del ripetersi di episodi rissosi e di disturbo della quiete pubblica – spiegano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore al Commercio Manuel Pantalone –. Il testo che andrà in vigore da domani, cerca di contemperare l’esigenza dell’ordine e della sicurezza pubblica, al diritto di impresa che hanno le attività di somministrazione della città. Abbiamo ascoltato i diretti interessati e con loro condiviso una via da praticare in nome della necessità di animare la città, ma in sicurezza, cercando di mantenere una linea meno proibitiva rispetto alle altre realtà metropolitane”.

Permane, da parte degli esercenti del centro storico, che ieri hanno incontrato il sindaco e l'assessore al Commercio, la richiesta di poter restare aperti fino alle 2 senza dover provvedere a un addetto alla vigilanza dal momento che, a ridosso di tali esercizi del colle, non si sarebbero verificate aggressioni.

"Il colle non ha la stessa affluenza della parte bassa e quindi non c'è un problema sicurezza nelle ore notturne, questo documentato degli zero interventi delle forze dell'ordine. È ridicolo - si sfoga Niki Sprecacenere, titolare di Sprecacè - dover spendere soldi per garantire la sicurezza (che già c'è), e soprattutto garantirla nella strade e piazze non di competenza dei gestori. Dopo la pandemia e l'assenza di acqua, non possiamo ancora una volta dover rinunciare ai nostri incassi già decimati”.

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